giovedì 11 agosto 2016

DRAKE TR-7: There's a revolution!



Alla fine degli anni 70 la Drake vantava apparati prestigiosi, transceiver come il TR-4C, o la mitica linea separata R-4C e T-4XC!

La tecnologia degli apparati a valvole con questi gioielli avevano raggiunto il loro apice, e ancora oggi moltissimi radioamatori, conservano gelosamente, sulla loro scrivania uno di questi gioiellini!

Facili da usare e da riparare, costruiti come si faceva quella volta a mano, sono praticamente eterni!!

Ma alla fine degli anni 70 la Drake cominciava a soffrire della concorrenza spietata delle sorelle giapponesi, che con i loro economici e validi apparati ibridi come ad esempio lo Yaesu FT-101 o il Kenwood TS-830 prendevano sempre maggiori fette di mercato!

Inoltre la tecnologia a valvole ormai stava segnando inesorabilmente il passo ai nuovi componenti i transistor e gli integrati, che erano sempre più presenti in tutti gli stadi di conversione.

Ma ecco che, nel 1978, con un grande colpo a sorpresa, la Drake annuncia un apparato rivoluzionario!!


Il Drake TR-7!


Un nuovissimo apparato ricetrasmettitore, bellissimo e completamente allo stato solido!!

Completamente diverso dei suoi predecessori in tutto e per tutto, vantava un look accattivante e ultra moderno, a destra vicino alla presa del micro, troviamo il selettore di banda, in basso 3 manopole, tra cui la doppia PBT/RIT, la manopola del VFO è ,a mio avviso, un pò piccola e leggerina, la lampada a incandescenza provocava un problema di slittamento (ora si trovano in vendita suggestivi kit luci a led). In mezzo 12 tasti con diverse funzioni, curiosa la combinazione (A-C-B) per la selezione dei filtri di MF.
Avrete capito che i comandi da usare normalmente sono pochi, anche se ci troviamo di fronte a un apparato molto complesso, lo stato dell'arte dell'ingegneria di fine anni 70!!

 Le novità furono veramente tante, e rivoluzionarie per il mondo OM!

Un transceiver a sintonia continua, completamente allo stato solido, dalle caratteristiche da top gamma, con 150W in uscita ottimi da soli o da abbinare al lineare Drake L7 con le fantastiche 3-500Z.

La costruzione è professionale modulare, una meraviglia, provate a dargli un occhiatina dentro!

Il ricevitore tutto ciò che un OM potesse desiderare, alta dinamica, un PBT che resterà nella storia, 4 filtri di MF selezionabili da pannello, un efficace RF Gain, si sente la mancanza del filtro Notch, che per fortuna troviamo ancora sul gemello del TR-7 il ricevitore Drake R-7.

Vorrei spendere ancora due parole sul PBT, come tutti sapranno è un efficace filtro per eliminare i disturbi adiacenti, agendo sul filtro passa banda.

Posso affermare che i PBT della Drake sono il TOP che io abbia mai sentito, e anche sul TR-7 giostrarsi con il PBT è una meraviglia!! Lo adoro!

Il nuovo sintetizzatore, abbinato al leggendario PTO Drake permette un comodo controllo delle sintonia, il display luminoso e di grande effetto, come il suo bellissimo S/Meter!

Con il Drake TR-7 la Drake si portò avanti, rispetto alla concorrenza, di almeno 5 anni!!



Il ricetrasmettitore Drake TR-7 poteva essere corredato con una miriade di costosi accessori, interni ed esterni:

L'inseparabile alimentatore PS-7
La board programmabile AUX-7
Lo speaker di linea MS-7
La ventola FA-7!!
Gli accordatori di linea MN-7 e MN-2700
Il wattmetro WH-7
Il VFO RV-7 e il costosissimo RV-75
Lo speech processor SP-75


Vari filtri di MF. da 300Hz, 500Hz, 1800Hz e 6Khz

Insomma, si capisce da subito che per fare la linea full optional, si spendeva una fortuna!!


Una bella linea 7 quasi completa

Il TR-7 anche se costava veramente tanto, ebbe un grande successo, fu prodotto in molti esemplari, più di 10000!

Su alcune delle prime serie ci fu un problema con la vernice dei coperchi neri, che tendeva a sfaldarsi facilmente e risultando appiccicosa al tatto, quindi se toccate un TR7 e vi lasciate su le impronte, be quello è una prima serie!

Altra caratteristica delle prime serie è il pannello posteriore, costituito da un singolo pezzo, nelle ultime serie invece il pannello posteriore è composto da 3 parti, rendendo così molto più agevole la manutenzione.

A fine produzione la Drake fece uscire il Drake TR-7A, molto ricercato dai collezionisti, incorpora tutte le migliorie eseguite negli anni e con di serie diversi optional.

Oggi trovare un Drake TR-7 non è difficile, anche se non più tanti come un tempo..

il costo dipende molto dalle condizioni e dagli optional offerti, si parte dai circa 600 euro, di solito con l'alimentatore di linea PS-7, ma il prezzo può lievitare notevolmente caso per caso.

Per un Drake TR-7A invece dovrete prepararvi a sborsare anche il doppio!


Se trovate un TR-7 a posto prendetelo, attenzione però, che essendo la costruzione modulare, senza il kit di servizio per connettere le schede, la manutenzione diventa problematica!!

La febbre del collezionista!

Particolarmente pericolosa, specialmente per chi vuole farsi una linea 7! Gli optional sono talmente tanti che riempirete la stanza, e svuoterete il vostro portafogli!!

Ma per il Drake TR-7 ...questo e altro!!







La famosa linea TR-7/R-7 Drake Twins!!


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sabato 1 agosto 2015

IL CATALOGO RICETRASMITTENTI MARCUCCI 1983



Dopo aver recensito tanti bei apparati per OM dei bei tempi che furono, ho deciso di pubblicare quelle che è stato fonte delle mie ispirazioni e protagonista dei miei sogni radiantistici...

I cataloghi Marcucci!

Con la gentile concessione della Marcucci s.p.a. (http://www.marcucci.it/) ecco un estratto dei mitici cataloghi ricetrasmittenti Marcucci, ho deciso di iniziare la saga, con questo bellissimo del 1983.

Dopo una lunga riflessione su come impostare la pubblicazione, ho deciso di inserire solo le pagine dedicate agli apparati base e veicolari, inserendo qualche commento e qualche pagina degli accessori degni di più nota...

Spero che vi faccia piacere rituffarvi nel favoloso mondo dei bellissimi e nostalgici...

Cataloghi Marcucci!

Inizio la saga dei cataloghi Marcucci, con questo splendido catalogo, datato 1983.

In copertina, su sfondo azzurro, un ricevitore multibanda portatile che faceva gola all'epoca: il mitico MARC NR82F1, completa questa suggestiva copertina delle belle cuffie Icom e dei grappoli d'uva quasi a suggellare, come in un opera d'arte, lo splendido ricevitore!




                                     YAESU FT-ONE E YAESU FT-980



Dopo l'introduzione di Carlo Monti I2AMC a pagina 2 e 3 iniziamo subito con due apparati che hanno fatto la storia!

Lo Yaesu FT-ONE e lo Yaesu FT-980!

Questi due fantastici apparati, li ho recensiti ampiamente nel mio blog, dateci un'occhiata!

http://iv3hls.blogspot.it/2015/03/yaesu-ft-one-yaesu-ft-980-gemelli.html
http://iv3hls.blogspot.it/2007/12/yaesu-ft-one-il-guanto-della-sfida-alla.html
http://iv3hls.blogspot.it/2008/02/yaesu-ft-980-il-computer-entra-nello.html

Inutile dire che sono tra i miei apparati preferiti, e che sono il fortunato possessore di questa fantastica accoppiata!

In basso a destra c'è anche lo spazio per il mitico amplificatore lineare Yaesu FL-2100Z che assieme ai suoi famosi predecessori riempirono le case dei radioamatori mondiali con un lineare robusto e versatile!





                                                               YAESU FT-102



Non ho ancora finito di bearmi dalla vista dei "mostri" Yaesu FT-ONE e FT-980 che girando pagina, la 4 e 5, ecco un altro apparato epico!!

Lo Yaesu FT-102! ...recensito ovviamente nel mio blog:

http://iv3hls.blogspot.it/2008/01/yaesu-ft-102-la-radio-dei-campioni.html

Lo Yaesu FT-102 vera perla della Yaesu è stato un fantastico apparato ibrido, montava, insolitamente, ben 3 valvole finali 6146B , uno splendido ricevitore a 2 conversioni, completo di tutto, è stato senza alcun dubbio, uno dei migliori apparati mai usciti per radioamatori!

La linea Yaesu 102 era molto bella e funzionale, microfono da base MD1, speaker SP-102 un fantastico accordatore FC-102, manca nelle foto il VFO esterno  FV-102DM! Una linea da sogno!





                                    YAESU FRG-7700 E ICOM IC-R70



A pagina 6 troviamo un bellissimo ricevitore HF lo Yaesu FRG-7700, molto bello esteticamente, era un ricevitore completo di numerosi accessori, il convertitore VHF FRV-7700, a listino costava 1.204.000, curioso che con poche lire in più, e cioè 1.386.000 ti portavi a casa una perla dei ricevitori HF e cioè il mitico Icom IC-R70!

Icom IC-R70 un apparato di classe superiore, molto bello e dotato di un ricevitore straordinario! Completo di Notch e PBT è ancora oggi tra i miei ricevitori preferiti, si può trovare in giro per poche centinaia di euro, e se lo prenderete avrete portato a casa uno dei migliori ricevitori HF!

Una bella recensione del IC-R70 la potete trovare sul sito di ik0ixi:

http://nuke.ik0ixi.it/Recensioni/ICOMICR70/tabid/560/Default.aspx





                                                                    ICOM IC-720A




L'Icom IC-720A fù uno dei primi transceiver a sintonia continua a 2 conversioni. famoso oltre che per le sue buone prestazioni, anche per il suo rumoroso relè come selettore rotante dei bandfilters.

Potete trovare una esaustiva recensione sul sito di ik0ixi 

http://nuke.ik0ixi.it/Recensioni/ICOMIC720A/tabid/547/Default.aspx

L'Icom IC-730 è un altro bel piccolo apparato, dalle ottime prestazioni sfornato dall'Icom, non molto conosciuto, è un 3 conversioni con selettore di banda, ogni tanto se ne trovano in vendita sulla rete.



                                                                ICOM IC-740



Questo bellissimo apparato è il fratello del più noto Icom IC-745, come il fratellino minore IC-730 è un 3 conversioni a bande, dotato di filtro Notch e di un doppio comando IF-Shift/PBT, dalla livrea militare è un apparato ancora oggi molto valido, e che si può trovare ad un buon prezzo!






      ICOM IC-2KL, IC-AT500 e Yaesu FT-77






A pagina 12 e 13 troviamo 2 mitici accessori Icom! L'amplificatore allo stato solido da 500W IC-2KL e il suo accordatore di linea IC-AT500, questi fantastici accessori combinati con un apparato tipo l'Icom IC-751A, formavano una linea dalle performance eccezionali e ancora oggi molto competitive!

In basso a destra un bel apparatino lo Yaesu FT-77, famoso anche per la gomma del VFO che tendeva a sfaldarsi, dotato di un buon ricevitore, si sente la mancanza della AM e di adeguati filtri per la riduzione dei disturbi.





      ICOM IC-251E, YAESU FT-726 e ICOM IC290H



Alle pagine 16 e 17 troviamo 3 bei apparati VHF, l'Icom IC-251E successore del Icom IC-211, un bellissimo ricetrans VHF all mode da 10W, seguendo la linea del Icom IC-720A sembra quasi un apparato militare.

Oggi è un bel oggetto da collezione, a dx troviamo l'Icom IC-290H altro bel massiccio veicolare all mode a 25W, seguirà poi la versione "D" con il display verde. 

Infine appare quasi timidamente un fantastico apparato: lo Yaesu FT-726R, un bellissimo bibanda da base V/U con possibilità di lavorare i satelliti e di poter ampliare le bande con i 50Mhz o 29Mhz, mediante modulo opzionale.

Lo Yaesu FT-726R sarà illustrato poi, molto meglio, nel catalogo Marcucci del 1984.





       ICOM IC-25E, YAESU FT-480R e ICOM IC-24E




Queste pagine 18 e 19 dimostrano come la miniaturizzazione degli apparati prosegue inesorabile, regalandoci apparati impensabili fino a pochi anni prima.

L'Icom IC-25E, robusto veicolare FM con microprocessore da 25W, fratellino del Icom IC-290.

Appare un altro straordinario apparato Yaesu, l'FT-480R, un massiccio veicolare VHF all mode da 15W, con un suggestivo, per l'epoca, s-meter a segmenti luminosi.

Alla fine troviamo l'Icom IC-24E un altro bel veicolare da 10W a contravers, da notare la cura applicata nella sezione ricevente dell'apparato.





                                 YAESU FT-730R e ICOM IC-490





A pagina 20 e 21 due belle foto per due bei apparati UHF: lo  YAESU FT-730R e ICOM IC-490, gemelli delle versioni VHF Yaesu FT-230R e Icom IC-290, entrambi veicolari FM da notare la differenza di prezzo tra i due apparati, a conferma che l'Icom era sempre più costosa nei suoi apparati, rispetto alla sua rivale Yaesu.



              YAESU FT-290R e YAESU FT-208R/408R







A pagina 22 un fantastico apparato, vera pietra miliare della attività portatile: lo straordinario Yaesu FT-290R  http://iv3hls.blogspot.it/2007/11/e-tu-di-che-brochure-sei.html

Questo bel apparato 144Mhz all mode da 2,5W ha permesso a migliaia di OM di fare tanta attività in portaile VHF in QRP, contest, field day, caccia alla volpe, ecc, poteva ospitare 8 batterie mezza torcia da 1,5V, una vera pietra miliare!

A destra i primi portatili digitali con CPU, a vederli oggi sembrano proprio enormi!!




                        ICOM IC-451E e YAESU FT-780R





A pagina 32 e 33 gli apparati gemelli delle versioni per le VHF.

Da notare che esistevano pure le versioni per i 6 metri, che allora erano proibiti in Italia. 

L' Icom 551D recensito nel mio blog : http://iv3hls.blogspot.it/2008/01/icom-ic-551d-6-metri-che-passione.html
In basso a destra l'ormai introvabile console per abbinare la coppia V/UHF Yaesu FT-480/780.





                             TONO 9000E





Saltiamo ora a pagina 48 e troviamo un altro apparato che ha fatto la storia: Il TONO 9000E che permetteva la ricetrasmissione in CW e RTTY, completo di monitor CRT-1200G e stampante ad aghi, i prezzi erano esorbitanti, ma l'era dei Personal Computers era finalmente arrivata!






                        TASTI VIBROPLEX





Facendo un bel salto a pagina 93 troviamo una bella selezione dei famosi tasti Vibroplex, come dice la recensione sul catalogo, "Da quasi mezzo secolo Vibroplex è sinonimo di perfezione meccanica, di particolari curati nel minimo dettaglio.." Tra tutti, i leggendari semiautomatici o "BUG"!






                          MICROFONI YAESU e ICOM





E' facile trovare ancora oggi molti di questi microfoni nelle stazioni OM, specie in quelle Vintage!




ASTATIC D-104



L'Astatic D-104 è uno dei più belli e conosciuti microfoni ceramici da base, detto anche in inglese, per la sua forma,"lollipop" cioè leccalecca, fù prodotto per molti decenni e ancora oggi abbinato a tantissime stazioni radio vintage.

La sua presenza in stazione da certamente maggior prestigio allo shack! 

Disponibile con base preamplificata o normale, molto ricercata la versione "Silver Eagle"






                                                            MARC NR-82F1 



Termino la mia illustrazione di questo bel Catalogo Ricetrasmettitori  Marcucci 1983 a pagina 107, con l'apparato con cui l'ho iniziata: il ricevitore multibanda MARC NR-82F1!

Si trattava di un bellissimo ricevitore portatile a 12 bande, dalle onde lunghe fino alle UHF! 
Robusto con due belle maniglie. Suggestive le sue 3 antenne telescopiche, lo s/meter analogico e il display digitale

Molto ambito dagli SWL, che ad un prezzo abbordabile potevano avere un ricevitore tuttofare, anche se senza troppe pretese!

....al prossimo catalogo Marcucci! 

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lunedì 16 marzo 2015

YAESU FT-ONE & YAESU FT-980: GEMELLI DIVERSI!




Quando ero un ragazzino di 15 anni, ero già stato folgorato dal demone della passione per la radio, e avevo un sogno, un sogno nato sfogliando il mio primo catalogo Marcucci del 1982...

Yaesu FT-ONE e Yaesu FT-980, due apparati bellissimi e inarrivabili ai più, visto il loro costo esagerato!

Oggi vi voglio riparlare di due fantastici apparati che avevo già recensito sul mio blog:

Yaesu FT-ONE il guanto della sfida alla Collins   









































All'inizio degli anni '80 un turbine di innovazioni tecnologiche investiva casa Yaesu!

Spartiacque di una nuova era, gli anni '80 si lasciavano alle spalle i mitici apparati valvolari, ultimo il glorioso Yaesu FT-902DM, pietra miliare della Yaesu e di tutto lo scenario radioamatoriale mondiale.

Lo Yaesu FT-902DM fu il culmine raggiunto dalla Yaesu di grandi apparati, figli di un successo che partiva da lontano, e che ormai aveva conquistato i mercati HAM a discapito delle nobili decadute americane.

Ma il caos tecnologico che regnava in casa Yaesu ci regalò, a sorpresa, nel 1982 un' ultima perla ibrida; quell'indimenticabile Yaesu FT-102, che col suo insolito e clamoroso tris di valvole finali, lasciava degnamente la scena ai nuovi progressi, gli apparati a sintonia continua, con uso di memorie, gestiti dai primi microprocessori a 4bit o  i primi controlli CAT, interfacciabili ai computer.
Tutte cose che a distanza di 35 anni, ci sembrano ora dei dinosauri, ma che furono l'inizio di una nuova pagina della storia della radio e della sua progressiva e inesorabile digitalizzazione, fino a quella di oggi.


PREMESSE:

Non si sa bene come andò veramente, ma per strani e curiosi motivi spazio temporali, due grandi apparati Yaesu si incrociarano nei loro destini:
Il roboante Yaesu FT-ONE e il fantastico Yaesu FT-980!

Lo Yaesu FT-ONE sul catalogo Marcucci del 1984 costava £ 4.763.000!!



Lo Yaesu FT-ONE uscì nel 1982 e nacque come l'evoluzione del mitico Yaesu FT-902DM, forse per non restare indietro ai concorrenti americani che con i loro memorabili Drake TR7 e soprattutto il Collins KWM-380 lanciarono sul mercati nuovi rivoluzionari apparati interamente allo stato solido e a sintonia continua.

Mamma Yaesu non volle essere da meno, lanciando sul mercato, un nuovo apparato rivoluzionario TOP Level, interamente allo stato solido, 100W e a sintonia continua!

Ecco quindi lo Yaesu FT-ONE, punta di diamante della linea forgiata con i vari gioielli: Yaesu 101ZD, i gemelli Yaesu 901/902DM e il bellissimo Yaesu FT-107: il mostro bianco e altri ancora.

Ma per strani motivi a me ignoti, lo Yaesu FT-ONE uscì solo un attimo prima del suo fratello FT-980, finendo così per farsi concorrenza in uno strano scontro fratricida.

L'impressione e che l'FT-ONE fosse un progetto partito molto prima, nato per contrastare la concorrenza, e con il non velato scopo di entrare nei mercati governativi e militari, la radio aveva dietro una progettazione complicata e diabolica, ma allo stesso tempo ne uscì un apparato elegante e di qualità, con tutti gli stadi montati su schede verticali, come di moda nei prodotti professionali dell'epoca, e derivati dalla filosofia dei vari Yaesu 101E/901/902.











Yaesu FT-980: sul catalogo Marcucci del 1984 costava  £ 4.102.000!

Lo Yaesu FT-980 che inizio una nuova linea di apparati Yaesu come il FT-102, FT77, FT-726 ecc. forse fu la maturazione del progetto Yaesu FT-ONE, o chissà di un progetto parallelo, qui gli ingegneri Yaesu tornarono a concentrarsi esclusivamente su un prodotto puramente rivolto al mercato radioamatoriale ...e ci riuscirono bene!

Abbandonata la progettazione a schede verticali, troviamo un bellissimo apparato di sostanza, a sintonia continua, interamente allo stato solido, da 100W e controllato da un microprocessore degno del suo nome e interfacciabile al computer, segnando l'esordio della connessione CAT.
Anche se sembra che controllare un FT-980 da un computer dell'epoca, fosse un impresa tutt'altro che semplice e non come usare oggi Ham Radio Deluxe direttamente con una porta USB!

A prima vista gli apparati sono similari nel loro maestoso e poderoso aspetto, molto belli esteticamente e pesanti come deve essere una radio "state of art", pieni di tasti, tastini, leve e levette, i menù e sottomenù per loro fortuna sono ancora fantascienza!

Gli FT-ONE e FT-980 dominano entrambi la scena per le splendide coppie di s-meter analogici, che con la loro livrea azzurra/verdastra, conquisterà il cuore adolescente dello scrivente! 

Entrambi usano il famoso sistema di controllo della banda passante Shift/Widht, stesso sistema, ma molto diversi come progetto, completamente analogico sul FT-ONE, elettronico sul Yaesu FT-980, ma entrambi molto efficaci per combattere il QRM.

Stiamo parlando di due apparati TOP Level, che costavano un occhio dalla testa come si nota dalle pagine del Catalogo Marcucci del 1984 di cui vi ripropongo qui sopra, (cliccate sulle immagini).

PRIME CONFIDENZE:

Qui FT-ONE:      


Lo Yaesu FT-ONE adotta un sistema a due conversioni con la prima MF molto in alto a 73.115Mhz e la seconda nella più classica media dei 8.9875 Mhz, una terza conversione è prevista per l'uso della scheda opzionale FM a 455 Khz, purtroppo si sente la mancanza di un degno filtro Notch in Media Frequenza, ne troviamo uno in BF che lavora speculare al ottimo filtro audio APF ...qui si rimpiange il Reject del vecchio Yaesu 901DM!


Il magone però passa presto, perchè usare un FT-ONE è molto piacevole, ci troviamo di fronte ad un apparato insolito ma di gran classe. L'impostazione professionale, si nota subito, frontale in alluminio, costruzione solida, aprendolo le schede verticali lasciano a bocca aperta... l'ascolto è molto gradevole, gli ottimi filtri a cristallo ( una cascata di filtri a 20 poli!) fanno molto bene il loro lavoro e ci regala un ottimo ascolto dei segnali caldi e naturali, un uso sapiente dell'ingegnoso sistema di doppio controllo della banda passante Shift e Whidt ci permette di tirar fuori il meglio dai segnali ricevuti complice anche il tasto di sintonia "Fine" che ci permette di regolare dolcemente la sintonia del VFO.

Degno di nota è l'attenuatore variabile in continua a diodi PIN, curioso poi che tra i vari modi di emissione troviamo pure il modo Tx USB/Rx LSB e Tx LSB/Rx USB!


Discutibile ma affascinante, è la gestione dei VFO, che a seconda dei casi possono essere 10 memorie regolabili a piacimento, permettendo così ogni tipo di split e la tastiera che permette di prendere il totale controllo della sintonia e delle memorie, ma di un improbabile e contorto utilizzo reale.





Qui FT-980:

Lo Yaesu FT-980, si presenta come il suo fratello, imponente e bellissimo, costruzione solida e accurata, il ricevitore usa il poi classico schema supereterodina a 3 conversioni, con la prima media frequenza a 47.055 Mhz, la seconda a 8.9875 Mhz e la terza a 455 Khz.

Ritroviamo finalmente il filtro Notch in media frequenza, una preziosa arma in più, sono degni di nota i due VFO con front end separati per uso Ham e General.

Anche usare uno Yaesu FT-980 è molto piacevole, l'ascolto è quello che ora non c'è più... come per l FT-ONE le modulazioni sono calde e corpose, ma soprattutto naturali, e cioè "analogiche" che riempiono la stanza senza distorsioni ...e facendo venire tanta voglia di vendere le comode radio DSP moderne...  Bastano poche operazioni, regolare l'attenuazione, il RF Gain, un po' di Shift & Whidt e voilà, la ricezione è enfatizzata al meglio, ...il DSP (per fortuna) dovrà uscire tra 20 anni!!

In trasmissione la modulazione è superba, grazie al famoso sistema di compressione Yaesu e il controllo automatico di guadagno AMGC presenti pure sul FT-ONE.



Ma ora qualche nota negativa, le ventole!!

Entrambi gli apparati montano sul retro delle fastidiose e terribili ventole, che quando entrano in funzione rovinano questo ascolto così piacevole che ci regalano questi gioielli.

Per fortuna, il mio FT-ONE (marchiato Sommerkamp) monta una modifica, che si usava fare all'epoca, per far si che la ventola entri in azione solo in trasmissione, ed è un gran sollievo!

Il mio FT-980 ha una ventola che si accende da sola anche in RX dopo un pò, qui ho risolto facilmente, senza fare modifiche invasive, semplicemente aggiungendo dietro una silenziosa ventola da PC che soffia un po' d'aria, mantenendo lo stadio PA e il suo delicato alimentatore un poco più freschi.




L'impressione è che l' FT-ONE sia stato il passaggio nella nuova era di apparati radioamatoriali, ma pensato anche ad un uso a 360°, come si nota dalla impostazione dei comandi sul frontale, un apparato nato con l'idea di sostituire i memorabili Collins 51S-1 dalle ambasciate di tutto il mondo e che forse doveva uscire sul mercato un po' prima.

Ma che invece, complice il veloce progresso tecnologico di quei anni, ha finito per sovrapporsi con lo Yaesu FT-980 con lui si riusci a rimediare i difetti del prematuro FT-ONE, su tutti la gestione dei troppi oscillatori locali e della conseguente necessità di periodiche ritarature. Anche se nelle ultime versioni di questo fantastico apparato, il problema fu quasi completamente risolto!

Quel sogno, di cui vi parlavo all'inizio, che si chiamava Yaesu FT-ONE e Yaesu FT-980, oggi è diventato una bellissima realtà!















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martedì 10 settembre 2013

and the winner is... JRC-135!



Tra la fine degli anni 80 e i primi anni 90 le tre sorelle Icom, Kenwood e Yaesu proposero al mondo radioamatoriale bellissimi e imponenti apparati: Icom 765, Icom 781, Yaesu FT-1000, Kenwood TS-950, solo per citarne alcuni dei piu clamorosi.

Nonostante il clamore prodotto da questi apparati TOP Line, zitta zitta la JRC, una nota casa giapponese impegnata specialmente a produrre apparati professionali civili e militari, decise di regalare qualcuna delle sue perle anche al mondo radioamatoriale, e a mio avviso, la perla piu bella:

il JRC 135!




Autentica gemma, questa straordinaria radio HF può forse trarre in inganno la sua linea sobria e senza tanti fronzoli, e un approccio non convenzionale come abituati con le "solite radio" non fa svelare subito le enormi potenzialita' di questa radio, che tra l'altro non fù molto diffusa, complice anche il suo costo esorbitante, che sommato ai preziosi optional diveniva decisamente proibitivo ai più..

L'apparato si presenta come un classico ricetrasmettitore HF da 100khz a 30Mhz, a 3 conversioni, un RTX puro senza alimentatori o accordatori interni,..ma in realtà piu' che di apparato classico dovremmo parlare dell'eccellenza della radio!

L'impostazione professionale si nota subito, alzando il coperchio superiore si apre ai nostri occhi una meraviglia, una costruzione completamente modulare a schede verticali.



L'ordine, la schermatura e la pulizia costruttiva imperano

 ...i vari cavi, cavetti e fili che infestano gli altri apparati sono praticamente assenti nel JRC-135!

Risalta anche la mancanza di qualsiasi commutatore meccanico, tutto e' controllato elettronicamente.

L'apparato offre peculiarità non comuni distinguendosi dai vari apparati OM dell'epoca, tra i quali, un controllo elettronico del Font End gestito dal microprocessore che ottimizza sempre al massimo la porzione di banda ricevuta e riduce notevolmente le spurie in trasmissione.

La quasi indispensabile scheda opzionale BWC, che di fatto porta a 4 le conversioni della radio e che permette di stringere la banda da 2.2Khz a 800Hz in continuita'.

Un ottimo PBT che in congiunzione col BWC permette di giostrarci con disivonltura nel caos decametrico con risultati sorprendenti!

Un IF Notch fantastico, il migliore che abbia mai provato, superiore anche al mitico Reject dello Yaesu FT-901DM che ci regalerà preziosi momenti di quiete nel caos delle HF.

Degno di nota anche l'optional Notch Follow funzione che "insegue" il disturbo anche se si varia un pò di frequenza.




Accendendo il JRC-135 bisogna stare attenti a non farsi trarre in inganno; lo s-meter digitale forse non e' bellissimo, inoltre il sistema di controllo delle varie funzioni poteva sembrare ostico all'epoca per chi proveniva dai classici apparati per OM.

Ma oggi abituati, nostro malgrado, ad apparati moderni con incredibili menù, sotto menù e manopole multifunzione, ci si rende conto quanto sia facile usare il JRC-135 dopo averne fatta una rapida presa di confidenza.

Quello che colpisce è il suo ricevitore, accendiamo la radio, sintonizziamo una stazione nel QRM, pochi tocchi al PBT e al BWC un poco di RF-Gain giriamo appena il Notch e voilla' ...musica per le nostre orecchie!

Altre peculiarita' importanti sono un generoso TX da 150W, 200 memorie, DDS, filtri IF selezionabili tra quelli standard e gli eventuali (costosi) filtri opzionali.

Si è presto scoperto che sono praticamente gli stessi (e più economici) filtri usati sugli apparati Kenwood per la media dei 455Khz

Ricca era la dotazione degli optional (e costosissima).



Il suo quasi indispensabile alimentatore esterno di linea fatto per gestire i 150W dell'apparato, lo speaker di linea, il bel accordatore manuale esterno, l'indispensabile scheda BWC, il Notch Follow ecc ecc.

Purtroppo ci sono anche le note negative, l'assistenza e' praticamente inesistente, e il pericolo di non trovare i ricambi è reale.

La JRC si e' ritirata dal mercato radioamatoriale alla fine delgi anni 90 dopo aver prodotto gli ottimi JRC-145/245 e il superbo ricevitore JRC-545.

Anche se, secondo me, si raggiunse la vetta proprio con l'innovativo JRC-135.



I JRC erano garantiti a vita, così diceva la pubblicità dell'importatore ufficiale dell'epoca e c'è da credergli, vista la serietà della casa nipponica

...che come una meteora ha illuminato, con i suoi gioielli, il nostro mondo radioamatoriale!











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domenica 27 gennaio 2013

ICOM IC-775DSP: Il felice incontro di due tecnologie!


L'EVOLUZIONE DELLE RADIO

Nel corso degli anni abbiamo assistito alla rapida evoluzione degli apparati radioamatoriali.

Fino agli anni '70 le radio erano quasi interamente costruite a valvole in tutti gli stadi.

Dominavano la scena le linee separate con TX e RX che maestosamente riempivano le scrivanie dei facoltosi OM, poi apparvero i primi transceiver, cioe' tutto in uno, spesso progettati per un uso anche mobile e che per ovvie ragioni di riduzione degli spazi risultavano pero' sempre anche un compromesso, parlando di performance, rispetto alle linee separate, vedi ad esempio le linea Collins S con il KWM2 e la Drake con la linea B e C e il TR4.

Poi le linee separate cedettero il passo e tutti gli apparati divennero transceiver e sempre piu' performanti.

Poco dopo, l'uso su larga scala dei transistor, porto' ad una diminuzione della presenza delle valvole nei vari stadi degli apparati, esempio piu' lampante e' il glorioso Drake R4C che si puo' definire gia' un ricevitore ibrido, rispetto al suo fratello maggiore il Drake R4B.

Alla fine le valvole resisterono ancora un po' di anni, ma solo negli stadi finali, come ad esempio  i mitici Yaesu FT-101E/ZD o la perla della Kenwood il TS-830, fino all'ultimo grande apparato ibrido che fu' il fantastico Yaesu FT-102 che montava ben 3 valvole finali 6146B!

Poi, tutti i maggiori produttori mondiali di apparati amatoriali si convertirono alla fabbricazione di apparati interamente allo stato solido, compresa la Drake, che anzi, alla fine degli anni '70 sorprese tutti, presentando per prima il leggendario Drake TR7, transceiver completamente allo stato solido ed a sintonia continua!!

Ed ecco che verso la meta' degli anni '90 una nuova importante rivoluzione cominciava a prendere piede nel mondo radioamatoriale:

La tecnologia DSP

Con la rapida evoluzione dei microprocessori, sempre piu' potenti e in grado di eseguire milioni di operazioni al secondo, l'uso dei micropocessori divenne sempre di piu' integrato negli apparati OM, anche se fino a poco tempo prima, non influivano direttamente nella parte RF della radio, ma si limitavano a funzioni di supporto.

Ma dopo pochissimo tempo, ecco apparire le prime radio con il DSP, ovvero Digital Signal Processor, anche se queste radio erano sempre con la classica struttura analogica supereterodina a 3 o 4 conversioni con filtri a cristallo sulle varie medie frequenze.

Eccoci dunque a un nuovo punto di svolta, dopo il passaggio dalle valvole ai transistor e ai mosfet, ora le nuove radio ibride degli anni '90 si avvalgono dei primi circuiti DSP, in poche parole il segnale analogico viene convertito in digitale, filtrato per migliorarlo e riconvertirlo in analogico, tutto questo pero' in BF, cioe' quando il segnale radio in realta' ha gia' fatto tutte le sue convenzionali conversioni e filtraggi.

La novita' era roboante, si parlava di preziosi aiuti come

il NR: il noise reduction che abbassava il rumore di fondo e che poteva darti una mano nel discriminare quel segnalino perso nel mare del QRM.

 l'AN: l' Auto Notch, la comodita' di poter eliminare  istantaneamente, alle nostre orecchie, quei fastidiosissimi fischi di eterodina, anche se in realta' rimanevano ben presenti negli stadi del ricevitore.

I primi a costruire un apparato del genere fu la Kenwood con il fantastico Kenwood TS-950SD e Kenwwod TS-850S con l'unita' esterna opzionale, segui' poi il piu' sofisticato Kenwood TS-950SDX.

Mentre la Yaesu e la Icom ancora si godevano il trionfo dei loro cavalli di battaglia analogici, lo Yaesu FT1000D e l'Icom IC-781 e IC-765.

La Icom, che dopo aver stupito il mondo con il suo IC-781, proponeva il tanto atteso sucessore dell' Icom IC-765, che ricordiamo, era stata una delle migliori radio mai costruite e tra le piu' apprezzate dagli OM:

Ora la spasmodica attesa era finalmente terminata e il successore del IC-765 era arrivato:




l'Icom IC-775!

Un apparato imponente come il suo predecessore, di color scuro antracite e nero, forse anche per esaltare meglio un enorme display color ambra e un meraviglioso ed enorme s-meter analogico!




Il biglietto da visita di questa ultima gemma della Icom era eccezionale:

200W di potenza

due ricevitori indipendenti, anche se nella stessa banda, con due manopole di VFO distinte

accordatore d'antenna ed alimentatore entocontenuti

una miriade di utili funzioni, tra le quali:

doppio PBT
filtri a cristallo selezionabili da pannello frontale
filtro IF Notch manuale,
APF
AGC ergolabile in continuita'
due preamplificatori di antenna, 
uscita per 2 antenne selezionabili a piacimento
Keyer
100 Memorie

Insomma tutto quello che si poteva desiderare era' li' nel Icom IC-775 che nella versione DSP implementava anche le nuove leccornie chiamate Auto Notch e NR!

Infatti all'inizio il 775 veniva venduto in due versioni la normale con unita' DSP opzionale e il 775DSP che invece il DSP lo aveva gia' di serie.

Le due versioni erano subito riconoscibili in quanto sul frontale scriveva appunto Icom IC-775  oppure Icom IC-775DSP.

Gia' questo fa capire che il DSP che monta il 775 e' di prima concezione, cioe' filtra tutto quello che gia' esce all'ultimo stadio di BF dell'apparato.

In questo caso pero' questo puo' essere un vantaggio!

Ci troviamo di fronte ad un grande apparato, dalle performance superbe, l'ultima perla della Icom a concezione tradizionale:

il famoso ricevitore a 4 conversioni gia' celebrato nei vari 751, 761 e 765.

Il DSP non e' invasivo, non altera la meravigliosa ricezione degli apparati analogici tradizionali, ma la aiuta, secondo il mio modesto punto di vista e' il giusto compromesso tra tradizione e progresso tecnologico.

Una gran bella radiolona, massiccia, operare con lei e' un piacere!


Tutti i comandi principali sono a portata di mano, spicca la grande manopola del VFO principale e la piu' piccola secondaria, l'enorme schermo e lo s-meter, abbiamo anche due menu', ma sono per i settaggi che poi dopo una volta, normalmente non si toccano piu', la radio e' di notevole semplicita' operativa.

L'uso del doppio ricevitore viene bilanciato da una manopola con la quale possiamo ascoltare due frequenze diverse sulla stessa banda, molto utile per i contest e DX, i 200W sono molto utili per avere quella piccola spinta in piu' anche senza  l'uso di un Amplificatore Lineare.

E' difficile trovare difetti o mancanze in questo meraviglioso apparato..

Vi segnalo questo link dal bel sito di AD4C, dove ci sono delle interessanti modifiche sui filtri delle Medie Frequenze:

http://www.ad4c.us/ICOM%20HF%20manuals/IC-775DSP/ICOM%20IC-775DSP%20Filtering.pdf

La famosa storia dei C/2

Quando si cerca un Icom 775 usato, tutti quanti chiedono ma e' un C/2?

Su questo argomento troverete dozzine di discussioni in rete, comunque da nessuna parte troverete scritto sull'apparato C/2, ma solo sul cartoncino della Marcucci e sulla scatola dell'imballo.

I C/2 dovrebbero rappresentare la seconda serie, con alcune piccolissime modifiche che di fatto non cambiano nulla sulle performance generali della radio, si dice che sui 775 che abbiano l'etichette CE il numero seriale sia stato riazzerato,e che quindi un 775 CE 1600 e' superiore di produzione rispetto a un 775 seriale 1800 ma non CE. ma che neanche questo basta per definire che sia un C/2, o no.

Sembra che i C/2 partano da un numero seriale CE superiore ad una certa cifra...

...si racconta anche di tonalita' di colore diversa tra lo s-meter e il display nelle ultime versioni, ma non me la sento di confermare questa notizia.

A mio avviso e' utile sapere che si ha un C/2 per le mani piu' che altro per il fatto per il piacere e la convenienza di avere uno degli ultimi modelli prodotti.

Le quotazioni variano infatti parecchio, tra un 775 prima serie o ultima ci possono anche essere 500 euro di differenza!!

Oggi e' molto facile trovare un 775 nel mercato dell'usato, che vi dara' enormi soddisfazioni, vi consiglio pero' di prenderne uno che sia gia' stato revisionato, perche' gli anni cominciano a passare per tutti anche per l'Icom IC-775DSP l'ultima grande vera radio analogica!

Poco dopo infatti l'Icom presentera' l'Icom IC-756 che di fatto',  ha piu' o meno lo stesso ricevitore dell' Icom 775, ma di certo non il suo fascino.

Poi l'Icom abbandonera' per sempre la tecnologia classica per affidarsi a radio completamente DSP con filtri digitali e cioe' con

l'Icom 756PRO, ma con tutti i vantaggi e svantaggi, che questo cambiamento epocale portera' nel mondo degli apparati radioamatoriali!












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mercoledì 9 novembre 2011

TEN-TEC ORION : Think different!


La Ten-Tec ha da poco compiuto 40 anni di onorata carriera, ed era, fino a pochi anni, fa l'unica autorevole portabandiera americana rimasta sullo scenario radioamatoriale mondiale dopo gli anni d'oro dei miti Drake, Collins e tanti altri gloriosi produttori americani.

Ma da pochi anni, la rivincita americana sullo strapotere delle tre sorelle giapponesi; Icom,Yaesu e Kenwood sembra essere finalmente giunta!

Grazie ai nuovi progetti per palati fini, targati Electraft e Ten Tec, la riscossa americana e' qui per regalarci straordinari apparati per noi ...incontentabili radioamatori!

Oggi voglio parlarvi di un apparato molto interessante che in questi giorni ho avuto la fortuna di avere tra le mie grinfie.. il Ten-Tec Orion!!  (prima serie)

   ORION TRA LA MITOLOGIA E L'ASTRONOMIA

Incominciamo subito con un nome roboante e di sicuro effetto: Orion!

Orion, Orione in italiano, e' il nome di una delle piu' belle costellazioni che possiamo ammirare sui nostri cieli invernali, in onore del personaggio mitologico greco il cacciatore Orione.



La costellazione e' facilmente individuabile anche dai piu' profani, a causa della sua forma a clessidra e dalla straordinaria luminosita' delle sue stelle principali, Betelgeuse, Rigel, Bellatrix, Saiph e dalla Cintura di Orione, tra cui spiccano tra le altre tre belle stelle in fila.

Orione e' una delle piu' entusiasmante costellazioni del nostro cielo, dentro di essa nasconde numerose sorprese, invisibili ad occhio nudo, nebulose, galassie...

...cosi come il nostro Ten-Tec Orion che a prima vista non rivela subito tutte le sue enormi potenzialita'... che invece sono parecchie!


                PRIMO IMPATTO

La prima cosa che salta all'occhio sono le sue generose dimensioni, l'apparato e' grande!

Con ben 43cm di larghezza, 13 di altezza e 47 di profondita', si potrebbe pensare che sia pesante e pieno zeppo di componenti e invece, pesa solo 9Kg e dentro.. sembra vuoto!







L'Orion presenta una linea coniugando sapientemente un mix tra nuovo e antico, grazie anche al suo bel s-meter analogico, illuminato in un caldo color ambra, che sa un po' di retro', retaggio dei vecchi valvolari USA.


In mezzo, troviamo un ampio display LCD in bianco e nero per l'Orion I e a colori per l'Orion II, diciamo subito che l' Icom il confronto lo vince alla grande, ma poi ci accorgiamo che comunque troviamo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno.



Ancora una volta la Ten-Tec conferma la sua filosofia: pochi fronzoli e tanta sostanza.

A destra, 2 grandi VFO, ci fanno subito capire che questa radio ha funzioni molto interessanti, e una di queste sono i 2 ricevitori indipendenti!


                           ALLA SCOPERTA DELL'ORION

Cominciando ad usarlo ci si puo' trovare all'inizio un po' spaesati, specialmente se abituati solo con le solite ma pur sempre ottime radio giapponesi. STUDIARSI BENE IL MANUALE E' OBBLIGATORIO per rendersi conto e mettere in pratica tutte le potenzialita' messe in atto da quei furboni della Ten-Tec, che hanno sfornato un apparato molto interessante, per quelli, come me, che hanno avuto la fortuna e il piacere di provare molte radio.

L' Orion e' un RTX HF con tecnologia DSP con TX da 100W, funziona a 12V ed ha l'accordatore interno opzionale, tutti motivi che la rendono particolarmente leggera, nonostante le sue generose dimensioni.

Monta 2 ricevitori indipendenti, ma con caratteristiche diverse.

 
Le differenze con i soliti apparati giapponesi risaltano subito, la filosofia di un apparato per radioamatori Top DXer o contester e' chiara.

Il primo, il main RX e' un ricevitore specifico solo per le bande radioamatoriali, una scelta molto saggia, per esaltare al massimo il rendimento del ricevitore sulle nostre bande, e`un 3 conversioni con la prima media a soli 9Mhz, la seconda a 455Khz e la terza DSP a 140Khz

Il secondo, il sub RX e' un ricevitore a banda larga, da 500Khz a 30Mhz, sempre a 3 conversioni, ma stavolta la prima IF la troviamo a 45Mhz.

Si puo' trasmettere sia con il Main che con il SUB, ma pur sempre dentro le bande amatoriali!

Sfogliando la brochure la curiosita' aumenta a dismisura..

La radio offre 2 DSP a 32bit, ben 7 Roofing filters selezionabili sulla banda main, Diversity Reception, Panoramic Stereo, AGC programmabile, spectrum scope, equalizzatore audio per TX e RX, "HI FI SSB" con una larghezza di banda fino a 3.9Khz.



NR a 9 livelli!

BW totalmente regolabile da 100Khz all'....infinito

PBT  e  Encoders LOW CUT / HIGH CUT




Il ricetrasmettitore offre peculiarita' molto singolari ed interessanti:

Dispone di 2 VFO indipendenti, 2 ricevitori indipendenti , 3 antenne indipendenti di cui 2 per funzioni RTX e 1 per solo RX, se consideriamo che possiamo combinare insieme tutte queste funzioni, ci rendiamo conto che siamo davanti ad un apparato con potenzialita' eccezionali! 


 Intrigante e' la funzione Diversity Reception!

Con questa preziosa funzione possiamo sincronizzare i 2 ricevitori con 2 antenne diverse su un unico VFO, con il risultato strepitoso che ascolteremo la stessa frequenza, magari usando un'antenna verticale ed una orrizontale, situazione che possiamo monitorare constantemente con i 2 s-meter, l'analogico della banda Main e il digitale a barre della banda SUB, le potenzialita' di questa funzione sono parecchie, specialmente in presenza di situazioni di propagazione con molta QSB o con segnali molto deboli ed evanescenti.




    CAMBIAMO IL NOSTRO MODO DI ASCOLTARE

Il rendimento massimo si ha connettendo l'uscita audio a delle casse stereo o a delle cuffie stereo, il menu' AUDIO permette diverse combinazioni di miscelazione dei segnali, mi diverto ad ascoltare in Diversity Reception usando la banda main con l'antenna verticale su una cassa e la  banda Sub con l'antenna orrizontale con l'altra, aiutandomi a captare meglio le differenza tra un'antenna e l'altra!


Se invece decidiamo di ascoltare una frequenza usando un solo ricevitore, possiamo trovare giovamento settando l'AUDIO nella funzione Panoramic Stereo, che con un gioco di filtri passa basso e passa alto, da la sensazione incredibile di ascoltare la frequenza in "Stereo".


     FUNZIONI PRINCIPALI 

Il ricevitore Main e' concepito per il massimo rendimento, studiato appositamente per le sole bande amatoriali, con la prima IF a soli 9Mhz, dove troviamo  i Roofing Filters, che se selezionati in modalita' AUTO si selezioneranno a seconda della larghezza di banda che desideriamo impostare in un dato momento tramite il comando BW encoder.

Se per esempio vogliamo ascoltare una bella stazione corposa in SSB, con modulazione HI-FI SSB, potremmo allargare la ricezione a 3KHz o anche piu' in questo caso l'Orion usera' il Roofing da 6Khz, se invece cominciamo a stringere fino a 2.4Khz l'apparato selezionera' da solo il Roofing da 2.4Khz con un miglioramento della selettivita' netto.

In condizioni piu' gravose possiamo stringere ancora, e quando arriveremo ad una larghezza di banda di 1.8Khz l'apparato se trovera' il Roofing da 1.8Khz opzionale lo cambiera', e cosi via', dipende da quali Roofing abbiamo installati, oltre a quelli standard, il mio Orion ad esempio monta il Roofing opzionale da 1.8Khz, per i grafisti che non si accontentano di quello da 1Khz di serie c'e' la possibilita' di aggiungere uno ancora piu' stretto. 

Ovviamente le funzioni principali dei ricevitori moderni sono tutte presenti, ma con un vantaggio, che si possono personalizzare come pochi altri apparati!

Non manca il filtro Noctch sia automatico che manuale, entrambi settabili per dargli piu' o meno aggressivita' a seconda della situazione.

Recentemente la Ten Tec ha rilasciato l'ultima release del FW per upgradare le performance dell'Orion I a quelle del fratello maggiore Orion II.

L' AGC PROG

Una delle funzioni piu' personalizzabili nel Orion, sono i settaggi dell'AGC, che oltre ai soliti modi Fast, Slow Off (anch'essi modificabili) presenta una quarta funzione e cioe' PROG. L' AGC del Orion e' composto sia da un aparte analogica che da una DSP, settando i valori hang, decay e thresold.

Qui la faccenda si fa seria, poiche' modificando questi paramentri, la risposta del ricevitore cambia completamente, e in teoria per ogni situazione operativa il settaggio dell' AGC programmabile e' diverso!

In rete troverete ampia documentazione per cominciare ad esplorare l'AGC personalizzato per settarlo al meglio secondo le vostre esigenze operative!

HI-FI SSB

In TX l'Orion offre molte opzioni, troviamo 2 tipi di regolazioni Mic-gain: uno DSP e uno HW per microfoni dinamici, inoltre possiamo allargare la banda TX fino a 3900Khz, giocando a tagliare o enfatizzare i bassi a piacimento, o ad equalizzare il tutto, insomma per gli appassionati delle modulazioni poderose qui c'e' davvero di tutto!

FLESSIBILITA' ESTREMA

 Quello che colpisce e' come l'apparato lasci parecchie carte da giocare all'operatore!




...in cambio pero' l'Orion chiede che si sappia bene dove mettere le mani, e' un apparato un po' difficile da digerire per i profani, e' facile perdersi in normali operazioni, ma anche perche' la radio offre funzioni mai viste prima su altri apparati "convenzionali" ...ma poi le soddisfazioni che vi daranno questo fantastico apparato, saranno tante!

Ce ne sarebbero ancora tante cose da dire e spiegare, ma non vorrei essere troppo prolisso, a mio avviso con l'Orion I (quello che ho io) ci troviamo di fronte ad un apparato veramente ben riuscito da parte della Ten-Tec, anche se un po' ostico al primo impatto e con diversi margini di miglioramento, ma piu' nella forma che nella sostanza direi. (Di cui gia' molti raggiunti con l'Orion II)

Resta inspiegabile come mai alla Ten-Tec diano in dotazione un cavo di alimentazione molto corto e sottile, visto che la radio si bebe fino a 22A. creando qualche grattacapo.

Anche se nella dotazione di base ci dovrebbe essere un connettore per farsi un cavo piu' lungo e piu' grosso.

In Italia l'Orion rimane un po' un tabu', sicuramente da sfatare, non e' facile da trovare... e spesso chi ce l'ha se lo tiene, come del resto spesso capita con gli apparati Ten Tec!

Attenzione! 

Questo e' un apparato che rischia di lasciar ammuffire le altre radio presenti nella vostra stazione... o meglio... questo e' quello che mi sta' capitando a me!




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