lunedì 16 marzo 2015

YAESU FT-ONE & YAESU FT-980: GEMELLI DIVERSI!




Quando ero un ragazzino di 15 anni, ero già stato folgorato dal demone della passione per la radio, e avevo un sogno, un sogno nato sfogliando il mio primo catalogo Marcucci del 1982...

Yaesu FT-ONE e Yaesu FT-980, due apparati bellissimi e inarrivabili ai più, visto il loro costo esagerato!

Oggi vi voglio riparlare di due fantastici apparati che avevo già recensito sul mio blog:

Yaesu FT-ONE il guanto della sfida alla Collins   









































All'inizio degli anni '80 un turbine di innovazioni tecnologiche investiva casa Yaesu!

Spartiacque di una nuova era, gli anni '80 si lasciavano alle spalle i mitici apparati valvolari, ultimo il glorioso Yaesu FT-902DM, pietra miliare della Yaesu e di tutto lo scenario radioamatoriale mondiale.

Lo Yaesu FT-902DM fu il culmine raggiunto dalla Yaesu di grandi apparati, figli di un successo che partiva da lontano, e che ormai aveva conquistato i mercati HAM a discapito delle nobili decadute americane.

Ma il caos tecnologico che regnava in casa Yaesu ci regalò, a sorpresa, nel 1982 un' ultima perla ibrida; quell'indimenticabile Yaesu FT-102, che col suo insolito e clamoroso tris di valvole finali, lasciava degnamente la scena ai nuovi progressi, gli apparati a sintonia continua, con uso di memorie, gestiti dai primi microprocessori a 4bit o  i primi controlli CAT, interfacciabili ai computer.
Tutte cose che a distanza di 35 anni, ci sembrano ora dei dinosauri, ma che furono l'inizio di una nuova pagina della storia della radio e della sua progressiva e inesorabile digitalizzazione, fino a quella di oggi.


PREMESSE:

Non si sa bene come andò veramente, ma per strani e curiosi motivi spazio temporali, due grandi apparati Yaesu si incrociarano nei loro destini:
Il roboante Yaesu FT-ONE e il fantastico Yaesu FT-980!

Lo Yaesu FT-ONE sul catalogo Marcucci del 1984 costava £ 4.763.000!!



Lo Yaesu FT-ONE uscì nel 1982 e nacque come l'evoluzione del mitico Yaesu FT-902DM, forse per non restare indietro ai concorrenti americani che con i loro memorabili Drake TR7 e soprattutto il Collins KWM-380 lanciarono sul mercati nuovi rivoluzionari apparati interamente allo stato solido e a sintonia continua.

Mamma Yaesu non volle essere da meno, lanciando sul mercato, un nuovo apparato rivoluzionario TOP Level, interamente allo stato solido, 100W e a sintonia continua!

Ecco quindi lo Yaesu FT-ONE, punta di diamante della linea forgiata con i vari gioielli: Yaesu 101ZD, i gemelli Yaesu 901/902DM e il bellissimo Yaesu FT-107: il mostro bianco e altri ancora.

Ma per strani motivi a me ignoti, lo Yaesu FT-ONE uscì solo un attimo prima del suo fratello FT-980, finendo così per farsi concorrenza in uno strano scontro fratricida.

L'impressione e che l'FT-ONE fosse un progetto partito molto prima, nato per contrastare la concorrenza, e con il non velato scopo di entrare nei mercati governativi e militari, la radio aveva dietro una progettazione complicata e diabolica, ma allo stesso tempo ne uscì un apparato elegante e di qualità, con tutti gli stadi montati su schede verticali, come di moda nei prodotti professionali dell'epoca, e derivati dalla filosofia dei vari Yaesu 101E/901/902.











Yaesu FT-980: sul catalogo Marcucci del 1984 costava  £ 4.102.000!

Lo Yaesu FT-980 che inizio una nuova linea di apparati Yaesu come il FT-102, FT77, FT-726 ecc. forse fu la maturazione del progetto Yaesu FT-ONE, o chissà di un progetto parallelo, qui gli ingegneri Yaesu tornarono a concentrarsi esclusivamente su un prodotto puramente rivolto al mercato radioamatoriale ...e ci riuscirono bene!

Abbandonata la progettazione a schede verticali, troviamo un bellissimo apparato di sostanza, a sintonia continua, interamente allo stato solido, da 100W e controllato da un microprocessore degno del suo nome e interfacciabile al computer, segnando l'esordio della connessione CAT.
Anche se sembra che controllare un FT-980 da un computer dell'epoca, fosse un impresa tutt'altro che semplice e non come usare oggi Ham Radio Deluxe direttamente con una porta USB!

A prima vista gli apparati sono similari nel loro maestoso e poderoso aspetto, molto belli esteticamente e pesanti come deve essere una radio "state of art", pieni di tasti, tastini, leve e levette, i menù e sottomenù per loro fortuna sono ancora fantascienza!

Gli FT-ONE e FT-980 dominano entrambi la scena per le splendide coppie di s-meter analogici, che con la loro livrea azzurra/verdastra, conquisterà il cuore adolescente dello scrivente! 

Entrambi usano il famoso sistema di controllo della banda passante Shift/Widht, stesso sistema, ma molto diversi come progetto, completamente analogico sul FT-ONE, elettronico sul Yaesu FT-980, ma entrambi molto efficaci per combattere il QRM.

Stiamo parlando di due apparati TOP Level, che costavano un occhio dalla testa come si nota dalle pagine del Catalogo Marcucci del 1984 di cui vi ripropongo qui sopra, (cliccate sulle immagini).

PRIME CONFIDENZE:

Qui FT-ONE:      


Lo Yaesu FT-ONE adotta un sistema a due conversioni con la prima MF molto in alto a 73.115Mhz e la seconda nella più classica media dei 8.9875 Mhz, una terza conversione è prevista per l'uso della scheda opzionale FM a 455 Khz, purtroppo si sente la mancanza di un degno filtro Notch in Media Frequenza, ne troviamo uno in BF che lavora speculare al ottimo filtro audio APF ...qui si rimpiange il Reject del vecchio Yaesu 901DM!


Il magone però passa presto, perchè usare un FT-ONE è molto piacevole, ci troviamo di fronte ad un apparato insolito ma di gran classe. L'impostazione professionale, si nota subito, frontale in alluminio, costruzione solida, aprendolo le schede verticali lasciano a bocca aperta... l'ascolto è molto gradevole, gli ottimi filtri a cristallo ( una cascata di filtri a 20 poli!) fanno molto bene il loro lavoro e ci regala un ottimo ascolto dei segnali caldi e naturali, un uso sapiente dell'ingegnoso sistema di doppio controllo della banda passante Shift e Whidt ci permette di tirar fuori il meglio dai segnali ricevuti complice anche il tasto di sintonia "Fine" che ci permette di regolare dolcemente la sintonia del VFO.

Degno di nota è l'attenuatore variabile in continua a diodi PIN, curioso poi che tra i vari modi di emissione troviamo pure il modo Tx USB/Rx LSB e Tx LSB/Rx USB!


Discutibile ma affascinante, è la gestione dei VFO, che a seconda dei casi possono essere 10 memorie regolabili a piacimento, permettendo così ogni tipo di split e la tastiera che permette di prendere il totale controllo della sintonia e delle memorie, ma di un improbabile e contorto utilizzo reale.





Qui FT-980:

Lo Yaesu FT-980, si presenta come il suo fratello, imponente e bellissimo, costruzione solida e accurata, il ricevitore usa il poi classico schema supereterodina a 3 conversioni, con la prima media frequenza a 47.055 Mhz, la seconda a 8.9875 Mhz e la terza a 455 Khz.

Ritroviamo finalmente il filtro Notch in media frequenza, una preziosa arma in più, sono degni di nota i due VFO con front end separati per uso Ham e General.

Anche usare uno Yaesu FT-980 è molto piacevole, l'ascolto è quello che ora non c'è più... come per l FT-ONE le modulazioni sono calde e corpose, ma soprattutto naturali, e cioè "analogiche" che riempiono la stanza senza distorsioni ...e facendo venire tanta voglia di vendere le comode radio DSP moderne...  Bastano poche operazioni, regolare l'attenuazione, il RF Gain, un po' di Shift & Whidt e voilà, la ricezione è enfatizzata al meglio, ...il DSP (per fortuna) dovrà uscire tra 20 anni!!

In trasmissione la modulazione è superba, grazie al famoso sistema di compressione Yaesu e il controllo automatico di guadagno AMGC presenti pure sul FT-ONE.



Ma ora qualche nota negativa, le ventole!!

Entrambi gli apparati montano sul retro delle fastidiose e terribili ventole, che quando entrano in funzione rovinano questo ascolto così piacevole che ci regalano questi gioielli.

Per fortuna, il mio FT-ONE (marchiato Sommerkamp) monta una modifica, che si usava fare all'epoca, per far si che la ventola entri in azione solo in trasmissione, ed è un gran sollievo!

Il mio FT-980 ha una ventola che si accende da sola anche in RX dopo un pò, qui ho risolto facilmente, senza fare modifiche invasive, semplicemente aggiungendo dietro una silenziosa ventola da PC che soffia un po' d'aria, mantenendo lo stadio PA e il suo delicato alimentatore un poco più freschi.




L'impressione è che l' FT-ONE sia stato il passaggio nella nuova era di apparati radioamatoriali, ma pensato anche ad un uso a 360°, come si nota dalla impostazione dei comandi sul frontale, un apparato nato con l'idea di sostituire i memorabili Collins 51S-1 dalle ambasciate di tutto il mondo e che forse doveva uscire sul mercato un po' prima.

Ma che invece, complice il veloce progresso tecnologico di quei anni, ha finito per sovrapporsi con lo Yaesu FT-980 con lui si riusci a rimediare i difetti del prematuro FT-ONE, su tutti la gestione dei troppi oscillatori locali e della conseguente necessità di periodiche ritarature. Anche se nelle ultime versioni di questo fantastico apparato, il problema fu quasi completamente risolto!

Quel sogno, di cui vi parlavo all'inizio, che si chiamava Yaesu FT-ONE e Yaesu FT-980, oggi è diventato una bellissima realtà!















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martedì 10 settembre 2013

and the winner is... JRC-135!



Tra la fine degli anni 80 e i primi anni 90 le tre sorelle Icom, Kenwood e Yaesu proposero al mondo radioamatoriale bellissimi e imponenti apparati: Icom 765, Icom 781, Yaesu FT-1000, Kenwood TS-950, solo per citarne alcuni dei piu clamorosi.

Nonostante il clamore prodotto da questi apparati TOP Line, zitta zitta la JRC, una nota casa giapponese impegnata specialmente a produrre apparati professionali civili e militari, decise di regalare qualcuna delle sue perle anche al mondo radioamatoriale, e a mio avviso, la perla piu bella:

il JRC 135!




Autentica gemma, questa straordinaria radio HF può forse trarre in inganno la sua linea sobria e senza tanti fronzoli, e un approccio non convenzionale come abituati con le "solite radio" non fa svelare subito le enormi potenzialita' di questa radio, che tra l'altro non fù molto diffusa, complice anche il suo costo esorbitante, che sommato ai preziosi optional diveniva decisamente proibitivo ai più..

L'apparato si presenta come un classico ricetrasmettitore HF da 100khz a 30Mhz, a 3 conversioni, un RTX puro senza alimentatori o accordatori interni,..ma in realtà piu' che di apparato classico dovremmo parlare dell'eccellenza della radio!

L'impostazione professionale si nota subito, alzando il coperchio superiore si apre ai nostri occhi una meraviglia, una costruzione completamente modulare a schede verticali.



L'ordine, la schermatura e la pulizia costruttiva imperano

 ...i vari cavi, cavetti e fili che infestano gli altri apparati sono praticamente assenti nel JRC-135!

Risalta anche la mancanza di qualsiasi commutatore meccanico, tutto e' controllato elettronicamente.

L'apparato offre peculiarità non comuni distinguendosi dai vari apparati OM dell'epoca, tra i quali, un controllo elettronico del Font End gestito dal microprocessore che ottimizza sempre al massimo la porzione di banda ricevuta e riduce notevolmente le spurie in trasmissione.

La quasi indispensabile scheda opzionale BWC, che di fatto porta a 4 le conversioni della radio e che permette di stringere la banda da 2.2Khz a 800Hz in continuita'.

Un ottimo PBT che in congiunzione col BWC permette di giostrarci con disivonltura nel caos decametrico con risultati sorprendenti!

Un IF Notch fantastico, il migliore che abbia mai provato, superiore anche al mitico Reject dello Yaesu FT-901DM che ci regalerà preziosi momenti di quiete nel caos delle HF.

Degno di nota anche l'optional Notch Follow funzione che "insegue" il disturbo anche se si varia un pò di frequenza.




Accendendo il JRC-135 bisogna stare attenti a non farsi trarre in inganno; lo s-meter digitale forse non e' bellissimo, inoltre il sistema di controllo delle varie funzioni poteva sembrare ostico all'epoca per chi proveniva dai classici apparati per OM.

Ma oggi abituati, nostro malgrado, ad apparati moderni con incredibili menù, sotto menù e manopole multifunzione, ci si rende conto quanto sia facile usare il JRC-135 dopo averne fatta una rapida presa di confidenza.

Quello che colpisce è il suo ricevitore, accendiamo la radio, sintonizziamo una stazione nel QRM, pochi tocchi al PBT e al BWC un poco di RF-Gain giriamo appena il Notch e voilla' ...musica per le nostre orecchie!

Altre peculiarita' importanti sono un generoso TX da 150W, 200 memorie, DDS, filtri IF selezionabili tra quelli standard e gli eventuali (costosi) filtri opzionali.

Si è presto scoperto che sono praticamente gli stessi (e più economici) filtri usati sugli apparati Kenwood per la media dei 455Khz

Ricca era la dotazione degli optional (e costosissima).



Il suo quasi indispensabile alimentatore esterno di linea fatto per gestire i 150W dell'apparato, lo speaker di linea, il bel accordatore manuale esterno, l'indispensabile scheda BWC, il Notch Follow ecc ecc.

Purtroppo ci sono anche le note negative, l'assistenza e' praticamente inesistente, e il pericolo di non trovare i ricambi è reale.

La JRC si e' ritirata dal mercato radioamatoriale alla fine delgi anni 90 dopo aver prodotto gli ottimi JRC-145/245 e il superbo ricevitore JRC-545.

Anche se, secondo me, si raggiunse la vetta proprio con l'innovativo JRC-135.



I JRC erano garantiti a vita, così diceva la pubblicità dell'importatore ufficiale dell'epoca e c'è da credergli, vista la serietà della casa nipponica

...che come una meteora ha illuminato, con i suoi gioielli, il nostro mondo radioamatoriale!











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domenica 27 gennaio 2013

ICOM IC-775DSP: Il felice incontro di due tecnologie!


L'EVOLUZIONE DELLE RADIO

Nel corso degli anni abbiamo assistito alla rapida evoluzione degli apparati radioamatoriali.

Fino agli anni '70 le radio erano quasi interamente costruite a valvole in tutti gli stadi.

Dominavano la scena le linee separate con TX e RX che maestosamente riempivano le scrivanie dei facoltosi OM, poi apparvero i primi transceiver, cioe' tutto in uno, spesso progettati per un uso anche mobile e che per ovvie ragioni di riduzione degli spazi risultavano pero' sempre anche un compromesso, parlando di performance, rispetto alle linee separate, vedi ad esempio le linea Collins S con il KWM2 e la Drake con la linea B e C e il TR4.

Poi le linee separate cedettero il passo e tutti gli apparati divennero transceiver e sempre piu' performanti.

Poco dopo, l'uso su larga scala dei transistor, porto' ad una diminuzione della presenza delle valvole nei vari stadi degli apparati, esempio piu' lampante e' il glorioso Drake R4C che si puo' definire gia' un ricevitore ibrido, rispetto al suo fratello maggiore il Drake R4B.

Alla fine le valvole resisterono ancora un po' di anni, ma solo negli stadi finali, come ad esempio  i mitici Yaesu FT-101E/ZD o la perla della Kenwood il TS-830, fino all'ultimo grande apparato ibrido che fu' il fantastico Yaesu FT-102 che montava ben 3 valvole finali 6146B!

Poi, tutti i maggiori produttori mondiali di apparati amatoriali si convertirono alla fabbricazione di apparati interamente allo stato solido, compresa la Drake, che anzi, alla fine degli anni '70 sorprese tutti, presentando per prima il leggendario Drake TR7, transceiver completamente allo stato solido ed a sintonia continua!!

Ed ecco che verso la meta' degli anni '90 una nuova importante rivoluzione cominciava a prendere piede nel mondo radioamatoriale:

La tecnologia DSP

Con la rapida evoluzione dei microprocessori, sempre piu' potenti e in grado di eseguire milioni di operazioni al secondo, l'uso dei micropocessori divenne sempre di piu' integrato negli apparati OM, anche se fino a poco tempo prima, non influivano direttamente nella parte RF della radio, ma si limitavano a funzioni di supporto.

Ma dopo pochissimo tempo, ecco apparire le prime radio con il DSP, ovvero Digital Signal Processor, anche se queste radio erano sempre con la classica struttura analogica supereterodina a 3 o 4 conversioni con filtri a cristallo sulle varie medie frequenze.

Eccoci dunque a un nuovo punto di svolta, dopo il passaggio dalle valvole ai transistor e ai mosfet, ora le nuove radio ibride degli anni '90 si avvalgono dei primi circuiti DSP, in poche parole il segnale analogico viene convertito in digitale, filtrato per migliorarlo e riconvertirlo in analogico, tutto questo pero' in BF, cioe' quando il segnale radio in realta' ha gia' fatto tutte le sue convenzionali conversioni e filtraggi.

La novita' era roboante, si parlava di preziosi aiuti come

il NR: il noise reduction che abbassava il rumore di fondo e che poteva darti una mano nel discriminare quel segnalino perso nel mare del QRM.

 l'AN: l' Auto Notch, la comodita' di poter eliminare  istantaneamente, alle nostre orecchie, quei fastidiosissimi fischi di eterodina, anche se in realta' rimanevano ben presenti negli stadi del ricevitore.

I primi a costruire un apparato del genere fu la Kenwood con il fantastico Kenwood TS-950SD e Kenwwod TS-850S con l'unita' esterna opzionale, segui' poi il piu' sofisticato Kenwood TS-950SDX.

Mentre la Yaesu e la Icom ancora si godevano il trionfo dei loro cavalli di battaglia analogici, lo Yaesu FT1000D e l'Icom IC-781 e IC-765.

La Icom, che dopo aver stupito il mondo con il suo IC-781, proponeva il tanto atteso sucessore dell' Icom IC-765, che ricordiamo, era stata una delle migliori radio mai costruite e tra le piu' apprezzate dagli OM:

Ora la spasmodica attesa era finalmente terminata e il successore del IC-765 era arrivato:




l'Icom IC-775!

Un apparato imponente come il suo predecessore, di color scuro antracite e nero, forse anche per esaltare meglio un enorme display color ambra e un meraviglioso ed enorme s-meter analogico!




Il biglietto da visita di questa ultima gemma della Icom era eccezionale:

200W di potenza

due ricevitori indipendenti, anche se nella stessa banda, con due manopole di VFO distinte

accordatore d'antenna ed alimentatore entocontenuti

una miriade di utili funzioni, tra le quali:

doppio PBT
filtri a cristallo selezionabili da pannello frontale
filtro IF Notch manuale,
APF
AGC ergolabile in continuita'
due preamplificatori di antenna, 
uscita per 2 antenne selezionabili a piacimento
Keyer
100 Memorie

Insomma tutto quello che si poteva desiderare era' li' nel Icom IC-775 che nella versione DSP implementava anche le nuove leccornie chiamate Auto Notch e NR!

Infatti all'inizio il 775 veniva venduto in due versioni la normale con unita' DSP opzionale e il 775DSP che invece il DSP lo aveva gia' di serie.

Le due versioni erano subito riconoscibili in quanto sul frontale scriveva appunto Icom IC-775  oppure Icom IC-775DSP.

Gia' questo fa capire che il DSP che monta il 775 e' di prima concezione, cioe' filtra tutto quello che gia' esce all'ultimo stadio di BF dell'apparato.

In questo caso pero' questo puo' essere un vantaggio!

Ci troviamo di fronte ad un grande apparato, dalle performance superbe, l'ultima perla della Icom a concezione tradizionale:

il famoso ricevitore a 4 conversioni gia' celebrato nei vari 751, 761 e 765.

Il DSP non e' invasivo, non altera la meravigliosa ricezione degli apparati analogici tradizionali, ma la aiuta, secondo il mio modesto punto di vista e' il giusto compromesso tra tradizione e progresso tecnologico.

Una gran bella radiolona, massiccia, operare con lei e' un piacere!


Tutti i comandi principali sono a portata di mano, spicca la grande manopola del VFO principale e la piu' piccola secondaria, l'enorme schermo e lo s-meter, abbiamo anche due menu', ma sono per i settaggi che poi dopo una volta, normalmente non si toccano piu', la radio e' di notevole semplicita' operativa.

L'uso del doppio ricevitore viene bilanciato da una manopola con la quale possiamo ascoltare due frequenze diverse sulla stessa banda, molto utile per i contest e DX, i 200W sono molto utili per avere quella piccola spinta in piu' anche senza  l'uso di un Amplificatore Lineare.

E' difficile trovare difetti o mancanze in questo meraviglioso apparato..

Vi segnalo questo link dal bel sito di AD4C, dove ci sono delle interessanti modifiche sui filtri delle Medie Frequenze:

http://www.ad4c.us/ICOM%20HF%20manuals/IC-775DSP/ICOM%20IC-775DSP%20Filtering.pdf

La famosa storia dei C/2

Quando si cerca un Icom 775 usato, tutti quanti chiedono ma e' un C/2?

Su questo argomento troverete dozzine di discussioni in rete, comunque da nessuna parte troverete scritto sull'apparato C/2, ma solo sul cartoncino della Marcucci e sulla scatola dell'imballo.

I C/2 dovrebbero rappresentare la seconda serie, con alcune piccolissime modifiche che di fatto non cambiano nulla sulle performance generali della radio, si dice che sui 775 che abbiano l'etichette CE il numero seriale sia stato riazzerato,e che quindi un 775 CE 1600 e' superiore di produzione rispetto a un 775 seriale 1800 ma non CE. ma che neanche questo basta per definire che sia un C/2, o no.

Sembra che i C/2 partano da un numero seriale CE superiore ad una certa cifra...

...si racconta anche di tonalita' di colore diversa tra lo s-meter e il display nelle ultime versioni, ma non me la sento di confermare questa notizia.

A mio avviso e' utile sapere che si ha un C/2 per le mani piu' che altro per il fatto per il piacere e la convenienza di avere uno degli ultimi modelli prodotti.

Le quotazioni variano infatti parecchio, tra un 775 prima serie o ultima ci possono anche essere 500 euro di differenza!!

Oggi e' molto facile trovare un 775 nel mercato dell'usato, che vi dara' enormi soddisfazioni, vi consiglio pero' di prenderne uno che sia gia' stato revisionato, perche' gli anni cominciano a passare per tutti anche per l'Icom IC-775DSP l'ultima grande vera radio analogica!

Poco dopo infatti l'Icom presentera' l'Icom IC-756 che di fatto',  ha piu' o meno lo stesso ricevitore dell' Icom 775, ma di certo non il suo fascino.

Poi l'Icom abbandonera' per sempre la tecnologia classica per affidarsi a radio completamente DSP con filtri digitali e cioe' con

l'Icom 756PRO, ma con tutti i vantaggi e svantaggi, che questo cambiamento epocale portera' nel mondo degli apparati radioamatoriali!












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mercoledì 9 novembre 2011

TEN-TEC ORION : Think different!


La Ten-Tec ha da poco compiuto 40 anni di onorata carriera, ed era, fino a pochi anni, fa l'unica autorevole portabandiera americana rimasta sullo scenario radioamatoriale mondiale dopo gli anni d'oro dei miti Drake, Collins e tanti altri gloriosi produttori americani.

Ma da pochi anni, la rivincita americana sullo strapotere delle tre sorelle giapponesi; Icom,Yaesu e Kenwood sembra essere finalmente giunta!

Grazie ai nuovi progetti per palati fini, targati Electraft e Ten Tec, la riscossa americana e' qui per regalarci straordinari apparati per noi ...incontentabili radioamatori!

Oggi voglio parlarvi di un apparato molto interessante che in questi giorni ho avuto la fortuna di avere tra le mie grinfie.. il Ten-Tec Orion!!  (prima serie)

   ORION TRA LA MITOLOGIA E L'ASTRONOMIA

Incominciamo subito con un nome roboante e di sicuro effetto: Orion!

Orion, Orione in italiano, e' il nome di una delle piu' belle costellazioni che possiamo ammirare sui nostri cieli invernali, in onore del personaggio mitologico greco il cacciatore Orione.



La costellazione e' facilmente individuabile anche dai piu' profani, a causa della sua forma a clessidra e dalla straordinaria luminosita' delle sue stelle principali, Betelgeuse, Rigel, Bellatrix, Saiph e dalla Cintura di Orione, tra cui spiccano tra le altre tre belle stelle in fila.

Orione e' una delle piu' entusiasmante costellazioni del nostro cielo, dentro di essa nasconde numerose sorprese, invisibili ad occhio nudo, nebulose, galassie...

...cosi come il nostro Ten-Tec Orion che a prima vista non rivela subito tutte le sue enormi potenzialita'... che invece sono parecchie!


                PRIMO IMPATTO

La prima cosa che salta all'occhio sono le sue generose dimensioni, l'apparato e' grande!

Con ben 43cm di larghezza, 13 di altezza e 47 di profondita', si potrebbe pensare che sia pesante e pieno zeppo di componenti e invece, pesa solo 9Kg e dentro.. sembra vuoto!







L'Orion presenta una linea coniugando sapientemente un mix tra nuovo e antico, grazie anche al suo bel s-meter analogico, illuminato in un caldo color ambra, che sa un po' di retro', retaggio dei vecchi valvolari USA.


In mezzo, troviamo un ampio display LCD in bianco e nero per l'Orion I e a colori per l'Orion II, diciamo subito che l' Icom il confronto lo vince alla grande, ma poi ci accorgiamo che comunque troviamo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno.



Ancora una volta la Ten-Tec conferma la sua filosofia: pochi fronzoli e tanta sostanza.

A destra, 2 grandi VFO, ci fanno subito capire che questa radio ha funzioni molto interessanti, e una di queste sono i 2 ricevitori indipendenti!


                           ALLA SCOPERTA DELL'ORION

Cominciando ad usarlo ci si puo' trovare all'inizio un po' spaesati, specialmente se abituati solo con le solite ma pur sempre ottime radio giapponesi. STUDIARSI BENE IL MANUALE E' OBBLIGATORIO per rendersi conto e mettere in pratica tutte le potenzialita' messe in atto da quei furboni della Ten-Tec, che hanno sfornato un apparato molto interessante, per quelli, come me, che hanno avuto la fortuna e il piacere di provare molte radio.

L' Orion e' un RTX HF con tecnologia DSP con TX da 100W, funziona a 12V ed ha l'accordatore interno opzionale, tutti motivi che la rendono particolarmente leggera, nonostante le sue generose dimensioni.

Monta 2 ricevitori indipendenti, ma con caratteristiche diverse.

 
Le differenze con i soliti apparati giapponesi risaltano subito, la filosofia di un apparato per radioamatori Top DXer o contester e' chiara.

Il primo, il main RX e' un ricevitore specifico solo per le bande radioamatoriali, una scelta molto saggia, per esaltare al massimo il rendimento del ricevitore sulle nostre bande, e`un 3 conversioni con la prima media a soli 9Mhz, la seconda a 455Khz e la terza DSP a 140Khz

Il secondo, il sub RX e' un ricevitore a banda larga, da 500Khz a 30Mhz, sempre a 3 conversioni, ma stavolta la prima IF la troviamo a 45Mhz.

Si puo' trasmettere sia con il Main che con il SUB, ma pur sempre dentro le bande amatoriali!

Sfogliando la brochure la curiosita' aumenta a dismisura..

La radio offre 2 DSP a 32bit, ben 7 Roofing filters selezionabili sulla banda main, Diversity Reception, Panoramic Stereo, AGC programmabile, spectrum scope, equalizzatore audio per TX e RX, "HI FI SSB" con una larghezza di banda fino a 3.9Khz.



NR a 9 livelli!

BW totalmente regolabile da 100Khz all'....infinito

PBT  e  Encoders LOW CUT / HIGH CUT




Il ricetrasmettitore offre peculiarita' molto singolari ed interessanti:

Dispone di 2 VFO indipendenti, 2 ricevitori indipendenti , 3 antenne indipendenti di cui 2 per funzioni RTX e 1 per solo RX, se consideriamo che possiamo combinare insieme tutte queste funzioni, ci rendiamo conto che siamo davanti ad un apparato con potenzialita' eccezionali! 


 Intrigante e' la funzione Diversity Reception!

Con questa preziosa funzione possiamo sincronizzare i 2 ricevitori con 2 antenne diverse su un unico VFO, con il risultato strepitoso che ascolteremo la stessa frequenza, magari usando un'antenna verticale ed una orrizontale, situazione che possiamo monitorare constantemente con i 2 s-meter, l'analogico della banda Main e il digitale a barre della banda SUB, le potenzialita' di questa funzione sono parecchie, specialmente in presenza di situazioni di propagazione con molta QSB o con segnali molto deboli ed evanescenti.




    CAMBIAMO IL NOSTRO MODO DI ASCOLTARE

Il rendimento massimo si ha connettendo l'uscita audio a delle casse stereo o a delle cuffie stereo, il menu' AUDIO permette diverse combinazioni di miscelazione dei segnali, mi diverto ad ascoltare in Diversity Reception usando la banda main con l'antenna verticale su una cassa e la  banda Sub con l'antenna orrizontale con l'altra, aiutandomi a captare meglio le differenza tra un'antenna e l'altra!


Se invece decidiamo di ascoltare una frequenza usando un solo ricevitore, possiamo trovare giovamento settando l'AUDIO nella funzione Panoramic Stereo, che con un gioco di filtri passa basso e passa alto, da la sensazione incredibile di ascoltare la frequenza in "Stereo".


     FUNZIONI PRINCIPALI 

Il ricevitore Main e' concepito per il massimo rendimento, studiato appositamente per le sole bande amatoriali, con la prima IF a soli 9Mhz, dove troviamo  i Roofing Filters, che se selezionati in modalita' AUTO si selezioneranno a seconda della larghezza di banda che desideriamo impostare in un dato momento tramite il comando BW encoder.

Se per esempio vogliamo ascoltare una bella stazione corposa in SSB, con modulazione HI-FI SSB, potremmo allargare la ricezione a 3KHz o anche piu' in questo caso l'Orion usera' il Roofing da 6Khz, se invece cominciamo a stringere fino a 2.4Khz l'apparato selezionera' da solo il Roofing da 2.4Khz con un miglioramento della selettivita' netto.

In condizioni piu' gravose possiamo stringere ancora, e quando arriveremo ad una larghezza di banda di 1.8Khz l'apparato se trovera' il Roofing da 1.8Khz opzionale lo cambiera', e cosi via', dipende da quali Roofing abbiamo installati, oltre a quelli standard, il mio Orion ad esempio monta il Roofing opzionale da 1.8Khz, per i grafisti che non si accontentano di quello da 1Khz di serie c'e' la possibilita' di aggiungere uno ancora piu' stretto. 

Ovviamente le funzioni principali dei ricevitori moderni sono tutte presenti, ma con un vantaggio, che si possono personalizzare come pochi altri apparati!

Non manca il filtro Noctch sia automatico che manuale, entrambi settabili per dargli piu' o meno aggressivita' a seconda della situazione.

Recentemente la Ten Tec ha rilasciato l'ultima release del FW per upgradare le performance dell'Orion I a quelle del fratello maggiore Orion II.

L' AGC PROG

Una delle funzioni piu' personalizzabili nel Orion, sono i settaggi dell'AGC, che oltre ai soliti modi Fast, Slow Off (anch'essi modificabili) presenta una quarta funzione e cioe' PROG. L' AGC del Orion e' composto sia da un aparte analogica che da una DSP, settando i valori hang, decay e thresold.

Qui la faccenda si fa seria, poiche' modificando questi paramentri, la risposta del ricevitore cambia completamente, e in teoria per ogni situazione operativa il settaggio dell' AGC programmabile e' diverso!

In rete troverete ampia documentazione per cominciare ad esplorare l'AGC personalizzato per settarlo al meglio secondo le vostre esigenze operative!

HI-FI SSB

In TX l'Orion offre molte opzioni, troviamo 2 tipi di regolazioni Mic-gain: uno DSP e uno HW per microfoni dinamici, inoltre possiamo allargare la banda TX fino a 3900Khz, giocando a tagliare o enfatizzare i bassi a piacimento, o ad equalizzare il tutto, insomma per gli appassionati delle modulazioni poderose qui c'e' davvero di tutto!

FLESSIBILITA' ESTREMA

 Quello che colpisce e' come l'apparato lasci parecchie carte da giocare all'operatore!




...in cambio pero' l'Orion chiede che si sappia bene dove mettere le mani, e' un apparato un po' difficile da digerire per i profani, e' facile perdersi in normali operazioni, ma anche perche' la radio offre funzioni mai viste prima su altri apparati "convenzionali" ...ma poi le soddisfazioni che vi daranno questo fantastico apparato, saranno tante!

Ce ne sarebbero ancora tante cose da dire e spiegare, ma non vorrei essere troppo prolisso, a mio avviso con l'Orion I (quello che ho io) ci troviamo di fronte ad un apparato veramente ben riuscito da parte della Ten-Tec, anche se un po' ostico al primo impatto e con diversi margini di miglioramento, ma piu' nella forma che nella sostanza direi. (Di cui gia' molti raggiunti con l'Orion II)

Resta inspiegabile come mai alla Ten-Tec diano in dotazione un cavo di alimentazione molto corto e sottile, visto che la radio si bebe fino a 22A. creando qualche grattacapo.

Anche se nella dotazione di base ci dovrebbe essere un connettore per farsi un cavo piu' lungo e piu' grosso.

In Italia l'Orion rimane un po' un tabu', sicuramente da sfatare, non e' facile da trovare... e spesso chi ce l'ha se lo tiene, come del resto spesso capita con gli apparati Ten Tec!

Attenzione! 

Questo e' un apparato che rischia di lasciar ammuffire le altre radio presenti nella vostra stazione... o meglio... questo e' quello che mi sta' capitando a me!




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venerdì 17 giugno 2011

Yaesu FT-1000D: The Best of the Best!



Agli inizi degli anni '90 l'Icom dominava il segmento TOP Radio con il superbo e rivoluzionario Icom IC-781 e con l'Icom IC-761, la Kenwood spopolava con il Kenwood TS-950SD...

La Yaesu invece latitava, lo Yaesu FT-767GX, primo quadribanda, sicuramente molto interessante, prodotto negli anni '80 non poteva certo piu' competere contro i mostri TOP, prodotti dalle sorelle giapponesi.

Per nostra fortuna pero', gli ingegneri della Yaesu ci regalarono questa autentica gemma del mercato radioamatoriale: lo Yaesu FT-1000D!!

Un apparato straordinario dove non si badarono a spese e che costarono, secondo la publicita' dell'epoca, ben 25000 ore di ricerca e sviluppo!!

Sforzi che sono stati premiati con un apparato eccezionale...e costoso!

...ben conosciuto anche come "il Millone", per le sue generose dimensioni e per distinguerlo dai fratelli Yaesu FT-1000MP e MKV succesivamente prodotti.

Sicuramente stiamo parlando di una delle ultime e migliori radio completamente analogiche mai prodotte, presto i circuiti DSP faranno la loro comparsa con i suoi pro e i suoi contro.



Lo Yaesu FT-1000D altro non e' che uno Yaesu FT-1000 full optional, optional indispensabili per portare un'ottima radio a livelli TOP Class!

Infatti per ridurre i costi i primi Yaesu FT-1000 venivano venduti con tutti i filtri a cristallo di 3a MF a parte come opzionali, in 3a SSB a 2.4Khz veniva montato di serie un filtro ceramico economico.

Montando tutti i filtri opzionali a 2.0Khz, 500hz, 250hz e sostituendo il filtro SSB ceramico, la musica cambia.

Inoltre, unica nel suo genere, la scheda opzionale BPF-1 permette di upgradare il secondo ricevitore di serie in un vero e proprio ricevitore indipendente, permettendo cosi' l'ascolto su due bande completamente diverse, usando due antenne distinte.

Ma quello che rende speciale l'uso del secondo ricevitore con la BPF-1 installata e quello di poter monitorare contemporaneamente la stessa frequenza con due antenne diverse!!

L'ascolto stereofonico in cuffia esalta ancora di piu' questa interessante ed inesplorata possibilita'!  




Ad esempio io uso l'antenna verticale sul main e un dipolo windom sul secondario, un ottimo sistema per aumentare le possibilita' di non perdere quel piccolo segnalino evanescente in mezzo al QRM!

Altro grande optional e' il registratore vocale DVS-2, compatibile anche con le nuove generazioni Yaesu gli FT-1000MP e FT-1000MP MKV.

Con questa preziosa unita' potrete registrare ed inviare comodamente i vostri CQ preregistrati senza stare a sbraitare ogni 10 secondi, inoltre si possono registrare in continuo (endless) gli ultimi secondi ascoltati , per poterli subito riascoltare, in caso si avesse perso qualche parola del corrispondente...

Esiste in rete una fantastica modifica, che permette di sincronizzare i due VFO in maniera permanente, rendendo cosi' ancora di piu' entusiasmante l'uso dei due ricevitori con due antenne separate!

L'apparato e' mastodontico, costruito completamente in metallo, pesa ben 25Kg!




Provando la prima volta lo Yaesu FT-1000D si ha subito un'ottima sensazione di feeling, l'uso intuitivo e l'ascolto piacevolissimo fanno subito capire che non sara' difficile innamorarsi di lei...

Tutti i comandi sono intuitivi e facili da raggiungere, non ci sono menu' da pigiare, il generoso strumento analogico fa capire che la radio di DSP non ne vuole sentir parlare, con tutti i filtri a bordo, con i suoi fantastici comandi concentrici Shift e Width possiamo giostrarci a combattere i disturbi al meglio, supportati da un ottimo Notch in MF, anche il NB si comporta egregiamente.

Non mancano tutti gli strumenti per il grafista, Keyer, BK In e filtro APF.

In trasmissione, ci aspettano ben 200W da spremere, sicuramente una marcia in piu'... specialmente se ben dosati con il suo ottimo Processore.

Sicuramente lo Yaesu FT-1000D ci lascia un bel gran ricordo di quello che puo' fare una radio senza i processori DSP, ovviamente anche il 1000D ha i suoi bei processori dentro ma si occupano del CAT system e del DDS.

Vorrei chiarire che non esiste nessun FT-1000 marchiato sul frontale come FT-1000D, gli Yaesu FT-1000D non erano altro che dei 1000 venduti con tutti gli optional inseriti, compreso il quarzo ad alta stabilita´ TCXO-1, e gli veniva stampigliata sull'imballo la lettera D.

Di Yaesu FT-1000D usati ogni tanto se ne vedono, consiglio di prendere uno full optional un "D" appunto, per poter usufruire cosi' di tutte le performance que questo grande e bel apparato puo' dare!





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venerdì 7 gennaio 2011

ICOM 745 - IL PICCOLO GRANDE ICOM!



...tanto tempo fa l'Icom produsse un apparato che fu una vera e propria pietra miliare nella storia delle radio per om: l'Icom IC-751!

Grazie a questo gioiello della tecnologia Icom, furono messe le basi per lo sviluppo dei suoi fortunati ed evoluti successori: l' Icom 751A, l' Icom 761, l' Icom 781 e l' Icom 765!

Contemporaneamente all' Icom IC-751 l'Icom svilluppo' un apparato molto interessante, ma forse oggi, un po' dimenticato, o forse non molto conosciuto, come il suo fratello maggiore, ma indubbiamente vi scrivero' di un gran bel apparato:

l'Icom ic-745!!


l'icom IC-745 (IC-741 in Giappone) e' un bellissimo apparato dal design accattivante dai coperchi verdi stile militare, di moda in tutti gli Icom dell'epoca, a mio avviso, il 745 ha un look particolarmente riuscito.

Compatto e robusto, l'Icom IC-745 e' un po' piu' piccolo del 751, risalta subito all'occhio il suo bel s/meter giallo e il vetro del display fissato con 4 vitine esterne, ricordo dei cari vecchi IC-720 e IC-701, l' IC-745 e' il fratello gemello del suo predecessore l' IC-740!
l'Icom IC-740 era un classico apparato radioamatoriale a bande, mentre l' IC-745 incorporava finalmente il sogno proibito di molti appassionati OM, SWL e BCL: la sintonia continua!

Ma ora andiamo ad accendere questo bel apparatino!

L' IC-745 e' un classico apparato HF completamente allo stato solido, a sintonia continua doppio VFO, con 16 memorie, tutte cose da non poco nei primi anni '80!
Come i suoi fratelli 751, 751A, 271, 471 soffre del problema della Ram Unit che se perde la batteria si resetta completamente, problema comunque facilmente risolvibile, cambiandogli la schedina con una di tipo EPROM quindi non fatevi intimorire!
Con i classici 100W di potenza OUT, possibilita' di ricezione in AM/SSB ed eventualmente FM con scheda optional.

Unica pecca, che probabilmente fu la causa che ne limito' la sua diffusione, era l'impossibilita', di poter trasmettere in AM, escludendolo cosi' di fatto, dai potenziali acquirenti frequentatori della banda CB in grande espansione in quei anni.

L' alimentazione e' a 12V con la possibilita' di incorporare un alimentatore opzionale interno a 220V.

L'icom IC-745 era la scelta piu' economica, rispetto al piu' completo IC-751, ma siccome il 751 e' una grandissima radio, il 745 perlomeno ne esce fuori come una radio grande!!

L'apparato incorpora funzioni molto interessanti che possiamo trovare solo su pochi e blasonati apparati, ha l'AGC regolabile in continuita' come sul Icom IC-781 e non nelle solite posizioni off/fast/slow , e anche la doppia funzione pbt/if shift come sul Icom IC-761.

Degno di nota e il suo spettacolare filtro notch che elimina drasticamente parecchio qrm, si sente la mancanza di un Attenuatore fisso, pertanto bisogna lavorare di RF Gain, presente invece un PRE di Antenna utile nelle bande piú alte.

L'apparato ha un ottimo ricevitore a tre conversioni, sensibile e selettivo, anche se, siccome fu costruito in economia, monta in terza MF un filtro SSB ceramico Murata. L'Icom pero' diede la possibilitá di poter acquistare il filtro SSB fl-44 sicuramente con performance superiori.

Visto che l'apparato ha quasi 30 anni, un giorno decidemmo di provarlo a fianco di un apparato moderno di quelli con dsp, uno di fascia media, uno di quelli che fanno tutto, miracolo della tecnologia moderna...

Peccato pero' che la differenza fu abissale!!!

Usammo solo uno strumento, il migliore... le nostre orecchie!
...quello che con l'Icom IC-745 era piacevole da ascoltare, un normale QSO in 40 metri, con l'altro in comparazione dava quasi fastidio... rumore alle stelle, modulazioni inscatolate...
...fu la prova piu' veloce cha abbia mai fatto, la radio moderna fu spenta quasi subito, lasciandoci allibiti.

..tengo a precisare che usammo lo stesso speaker esterno..

Ogni tanto si trova in vendita qualche esemplare, di questo gioiellino, se lo trovate sui 300,00 € non lasciatevelo scappare, avrete fatto un affarone!


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sabato 26 giugno 2010

Yaesu FT-200 - Il piacere delle valvole!




Tanto tempo fa tutte le radio funzionavano solo che con le valvole, e praticamente erano in tutti gli stadi dell apparato.

Poi poco a poco con l'avvento dei transistor, le valvole, via via, vennero rimpiazzate.

Per primo il circuito del VFO che a valvole soffriva molto l'instabilità, poi i circuiti a BF, poi quelli a MF e per ultimo venne sostituito anche lo stadio finale.

Ora nel 2010 gli apparati moderni sono tutti digitalizzati con i loro pregi e difetti, difetti che enfattizzano invece i pregi degli apparati a valvole!

La modulazione e l'ascolto di un apparato a valvole è qualcosa di estremamente piacevole per i cultori della radio, e che lascia piacevolmente sorpresi quelli che sono cresciuti solo con gli apparati di ultima generazione.

Se oggi cercate un transceiver a valvole da aggiungere alla vostra stazione, il più classico apparato che vi potrebbe venire in mente è il mitico Drake TR4-C.

Il Drake TR4C però è ormai da tempo, nell'orbita dei collezionisti, ed è molto difficle trovarne uno completo di alimentaore AC4 e Speaker MS4 sotto i 450/500 euro!

Un'alternativa che si puo' trovare ancora ad un prezzo molto alettante è invece lo Yaesu FT-200!

Questo bel apparato della Yaesu non è spesso nella bocca dei vari appassionati radio vintage, ma invece si tratta di un apparato interessante!


Fu costruito alla fine degli anni '60, ma poi venne riproposto con un nuovo design tutto nero all'inizio degli anni '70, come alternativa al nuovo e rivoluzionario Yaesu Ft-101, e venne distribuito in Europa dalla Sommerkamp, come Sommerkamp FT-250 e in America dalla Henry come Tempo One.



Un bel apparato compatto, poichè aveva l'alimentatore esterno che incorporava uno generoso speaker.

Dentro l'apparto troviamo ben 16 valvole! Che interessano praticamente quasi tutti gli stadi dell'apparato, BF, MF e finali.

Questa radio è un singola conversione, e disponde delle classiche 5 bande radioamatoriali pre-warc, non dispone cosi come anche il Drake TR4-C di sistemi di difesa come PBT o Notch, però queste mancanze vengono sopperite da una piacevolezza nel ascolto che vi farà spegnere le vostre gracchianti radio dsp!

La prima cosa che si nota è... il silenzio!

Ma ho attaccato l'antenna?

Certo, ma ci hai attaccato anche uno Yaesu FT-200, un apparato a valvole a conversione singola, dove il silenzio e i segnali puliti sono una normalità!

Il grande speaker poi enfatizza il rendimento e la risposta audio di questo gioiellino, che ricordo ha anche la parte in bassa a frequenza a valvole a differenza del ricevitore della Drake R4C, che invece lo ha a transistor...

Altro punto di forza di questo robusto apparato (completamente in metallo) è la sua semplicità costruttiva, e la facilità se si deve intervenire, in caso di guasti, un apparato che con un po' di cura, potrà durarvi secoli!

In trasmissione l'apparato si comporta bene con le sue due valvole finali 6JS6 e come tutti i valvolari, accetta qualsiasi microfono, e qualche ROS in più... non sono sicuramente un problema, non ci sono finali da bruciare, hi hi!


Anche se ormai non si trovano in vendita ogni giorno, lo si puo' ancora trovare attorno ai 200 euro completo del suo alimentatore con lo speaker, basta solo un po' di pazienza e grazie ad internet sicuramente lo troverete presto!

Le valvole di scorta sono quasi tutte facilmente reperibili ...insomma non avete più scuse per portarvi a casa uno Yaesu FT-200!




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sabato 13 febbraio 2010

Collins 75S-3C ...Remnants Of A Deeper Purity!



Non è facile, per un amante della radio come me, parlare della Collins...

...una sorta di timore reverenziale mi prende, paura di scrivere cose inesatte, di fronte a quella che fù ed è parte integrante e punto di riferimento imprescindibile della Radio per radioamatori e non!

Negli Stati Uniti i radioamatori sono sempre stati un' Istituzione!

Ammirati, capiti e rispettati molto più che da noi, già nel dopoguerra i radioamatori erano ben diffusi e conosciuti.

I radioamatori dell'epoca rappresentavano un' elite!

L'Ham Spirit contava molto, inoltre tutti erano tecnici, autocostruttori, ma soprattuto gentiluomini!

I più fortunati e facoltosi potevano anche permettersi di comprarsi degli apparati.

Poi negli anni '60, furono parecchie le case USA che commercializzavano apparati per radioamatori:

Tra le tante, cito la Hallicrafters, la Swan, la Heathkit, la Ten Tec, la National, la Drake e la Collins!


La Collins era ben presente sul mercato americano fin dagli anni '30, con apparati militari, civili e radiomatoriali, nel 1946 uscì il 75A-1 un ricevitore supereterodina AM - CW a due conversioni abbinabile al trasmettitore 32V-1.


Ma per quanto ci riguarda più da vicino, la vera rivoluzione iniziò negli anni '50 con la nascita dells nuova era della SSB ...e con suo il magnifico ricevitore Collins 75A-4, con il tx KWM-1 e col
mastodontico trasmettitore Collins KWS-1 da 1000W!!










Sul QST del aprile 1955 il Collins 75A-4 venne descritto, senza mezzi termini, come una vera e propria rivoluzione nel mondo HAM!


Alla fine degli anni '50 la Collins lanciò sul mercato una nuova linea di apparati che farà epoca!

La linea "S"!

Una nuova linea di apparati compatti e versatili, ricca di accessori e che faranno le gioie degli operatori di ieri, e le pene dei collezionisti di oggi!




Capostipite della linea "S" fu nel 1958 la linea separata composta dal ricevitore valvolare 75S-1 a doppia conversione e dal trasmettitore 32S-1 da 100W

Farà storia la sua bellissima estetica, che resterà la linea portante di tutte le versioni successive.

Il suo bel VFO con "soli" 200 khz di banda ...ma dolcissimo come nessun altro.




Il filtro meccanico Collins da 2.1 Khz, che diventò leggenda!


Concentrandomi ora sui ricevitori, che furono prodotti:

il Collins 75S-2 che sostanzialmente ricalcava il 75S-1 in tutto, ma orientato a un mercato civile o governativo.

Dopo il Collins 75S-1 un' ulteriore salto di qualità si ebbe nel 1961 con il Collins 75S-3!


A prima vista sembra uguale del 75S-1 ma in realtà possiede preziose innovazioni:

Furono applicate numerose migliorie per aumentare la selettività del ricevitore, fù aggiunto un BFO regolabile, un comando AGC tunabile a piacimento ...e dulcis in fundo un meraviglioso circuito di Rejection Tuning (Notch).


I comandi che troverete su un Collins 75S3 sono pochi, ma presto vi accorgerete che non vi serve niente altro:



Mi piacerebbe descrivervi il piacere che si prova manipolando i comandi del Collins, i quali rispondono con una dolcezza e con una semplicità disarmante.

Accendete il vostro bel Collins 75S-3, regolate il Preselettore ed il Volume (poderoso), dopo aver sintonizzato un bel QSO in mezzo al QRM, dovrete fare ancora soltanto due cose!

Regolate il RF Gain e il Rejection Tuning, e come per incanto, sarete pervasi da un senso di pace e piacere!!

Il QSO che prima arrivava in mezzo al rumore, adesso lo ricevete in mezzo ad un silenzio assurdo!



Assurdo per chi proviene da apparati a transistor o peggio a tecnologia DSP (senza voler nulla togliere, alle altre fantastiche perfomance, que possiedono questi meravigliosi apparati).




Chi non ha mai provato un ricevitore valvolare dotato di Notch, probabilmente non sa cosa si è perso, o di cosa sto scrivendo ...provate per piacere!

Manovrando il Notch, e con un sapiente uso di un vero RF Gain, vi chiederete, a cosa servano oggi i Noise Reduccion negli apparati DSP moderni, se 50 anni fa già lo facevano ...e molto meglio di oggi!!


Nel 1964 la Collins produsse un'altra nuova relase con il 75S-3B circuitalmente simile al suo predecessore, incorporava però la possibilità di commutare ora con quattro filtri di banda, oltre che al famoso filtro SSB, i filtri stretti CW e i filtri AM.

Ultima perla della Collins, fu nel 1967 il Collins 75S-3C, praticamente uguale al 75S-3B ma facilmente riconoscibile, dal doppio switch di banda con sfondo bianco, per poter commutare tra le bande amatoriali e altre bande opzionali, che potevano essere aggiunte a piacere!

Il Collins 75S-3C venne prodotto a intermittenza fino al 1979, anche se la grande produzione terminò di fatto già entro il 1975. Ed è ora uno dei ricevitori più ricercati dagli amanti e collezionisti, in assoluto!


Che cosa dirvi adesso... posso solo dirvi che per capirmi, dovrete provare ad avere tra le vostre mani un apparato valvolare, chi ha già provato per esempio un Drake R4B, già sà di cosa parlo, tuttavia devo dire che ascoltare con il Collins 75S-3C è qualcosa di ancora più diverso e magico!



Chissà, forse per la sua aurea leggendaria che lo circonda, stà di fatto che per me il Collins 75S-3C è la gemma di una purezza profonda, che solo gli apparati a valvole potevano dare!


Citazioni:
Remnants Of A Deeper Purity - Black Tape For A Blue Girl (1996)


La foto principale è tratta dal sito:

http://www.g4ccz.co.uk/

Le immagini delle brochure sono tratte dai siti:

http://www.wb4hfn.com/

http://www.radioing.com/collins/ads.html








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